“Siamo stati noi, è protesta antifascista“. E’ il sindacato belga Fgtb che rivendica la protesta andata in scena nel giorno del70esimo anniversario della strage di Marcinelle. E la cerimonia alBois du Crazierdiventa subito teatro di polemiche politiche.
Un vortice polemico innescato dall’europarlamentare capodelegazione di FdI,Carlo Fidanza: “Durante l’intervento del presidente del Senato Ignazio La Russa, che leggeva il messaggio inviato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella,alcuni rappresentati della Cgil presenti alla commemorazione si sarebbero voltati di spalle”. Insomma, una forma di contestazione che ha immediatamente provocato la reazione del governo, lanciando subito l’accusa al sindacato italiano che ha replicato a stretto giro smentendo i fatti.
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“Se un certo signor Fidanza, per far sapere che esiste, deve parlare male della Cgil, credo che – qui a Marcinelle oggi c’è il sole –abbia preso un colpo di sole. Perché la Cgil, se non lo sa glielo dico, non si gira mai dall’altra parte in nessun momento, tantomeno nel rispetto del nostro presidente della Repubblica“, affonda il segretario generale della CgilMaurizio Landiniche insieme ad una folta delegazione della Cgil, ha partecipato alla cerimonia.
Ma Fidanza rincara la dose, continuando a sostenere la responsabilità del sindacato italiano per le foto presenti: “Abbiamo assistito ad una scena vergognosa, ad un comportamento che denota odio cieco. È inutile che Landini smentisca, abbiamo le foto, le immagini sono state pubblicate da diversi siti. La sinistra dovrebbe dissociarsi da questa vergogna“.
Ma l’accusa lanciata viene presa al volo e rivendicata nella protesta dal sindacato belga Fgbt: “Ci siamo girati noi, perché siamo contro la presenza di partiti fascisti, e per noi FdI è un partito di estrema destra. Siamo contro la presenza di tutti i partiti fascisti. La loro partecipazione non è bella, soprattutto in un luogo molto importante per l’immigrazione italiana“. Parole di Vincent Pastieau, segretario regionale del sindacato a Charleroi che ha precisato come la“nostra protesta non ha riguardato Mattarella, ma è solo perché Ignazio La Russa ha parlato a nome del governo“.
Tra le prime voci a reagire, è stato il presidente del ConsiglioGiorgia Meloni, che in un posto ha definito il gesto “grave e vergognoso“: “Una contestazione politica trasformata in un gesto di disprezzo verso le Istituzioni dello Stato“, tuona il premier sottolineando come la protesta si sia consumata proprio nel momento in cui l’Italia rendeva omaggio alle vittime della tragedia.
Per Meloni, “Marcinelle non è il luogo per le divisioni politiche, ma della memoria, del rispetto e della dignità del lavoro“, spiega, per poi rivolgere una critica diretta alla Cgil prima che i fatti venissero rivendicati dal sindacato belga, osservando come il gesto sarebbe ancora più grave perché compiuto da rappresentanti di un’organizzazione nata anche per la tutela dei lavoratori.
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