Manovra, spunta la tassa sull’oro per finanziare gli emendamenti: cos’è e quanto conviene

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La soglia per la presentazione degli emendamenti alla Manovra è scaduta ieri. I partiti di maggioranza e opposizione hanno depositato tutte le proposte di modifica che hanno ritenuto più opportune, preparandosi al duro scontro che si vivrà in Parlamento. Al centro delle discussioni, come sempre resta la “coperta corta” delle disponibilità provenienti dalle casse dello Stato. La procedura di infrazione europea pesa ancora sulle spalle del Paese e il timore che il debito aumenti preoccupa il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

Proprio dalla Lega, quindi, arriva una richiesta piuttosto particolare che, se aggiunta alla Legge di Bilancio, potrebbe garantire qualche guadagno in più allo Stato che potrebbe quindi essere utilizzato per finanziare gli emendamenti alla Manovra. L’idea è del deputato Giulio Centemero, il quale ha ipotizzato di tassare in modo più agevolato l’oro nelle mani dei cittadini. Si tratterebbe di una misura che avrebbe esiti positivi sia per il governo che per i cittadini stessi.

Manovra, cos’è la tassa sull’oro

L’ipotesi è quella di introdurre una tassazione agevolata al 12,5% al fine di portare a galla tutti i beni in oro che sono sprovvisti del documento di acquisto. Questo perché al momento la tassazione su tutti gli oggetti in oro è al 26%. Con questa diminuzione, i cittadini potrebbero decidere di versare l’imposta allo Stato e ottenere una valutazione su questi oggetti e quando poi decideranno di venderlo pagheranno il 26% sul guadagno, ma solo nel caso in cui il prezzo per la cessione sarà superiore alla valutazione di base.

Si tratta quindi di una tassa da pagare subito per avere la possibilità di pagare meno al momento della vendita. Secondo i calcoli della Lega, se il 10% dei cittadini aderirà sarà possibile per le casse dello Stato ottenere tra 1,6 e 2 miliardi di euro. Si tratterebbe, quindi, di un tesoretto che potrebbe permette di finanziare alcuni emendamenti ella Manovra. Sulla possibilità si sono detti d’accordo sia Lega e Forza Italia, che non sembrano intenzionati a rinunciare alle loro proposte di modifica.

Manovra, quali sono gli emendamenti di FI e Lega

I forzisti, come ricordato anche ieri da Antonio Tajani, vogliono ottenere l’eliminazione di tre misure. Si tratta della tassazione sui dividendi, della stretta sui crediti fiscali e dell’aumento del 2% per l’Irpef delle holding non finanziarie. Inoltre, sembra che nel pacchetto delle riforme da non trascurare finirà anche il taglio dell’Iva sulle cure veterinarie per gli animali domestici.

A queste richieste si aggiungono poi quelle della Lega. I leghisti vogliono infatti l’estensione della rottamazione alle cartelle da accertamento, oltre allo stop alla nuova aliquota sulle locazioni di breve durata e un contributo maggiore a carico delle banche. Il Carroccio ha presentato ben 8 emendamenti ministeriali, andando contro alla richiesta del governo di presentarne solo uno.

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