La Manovra approvata lo scorso lunedì dal Cdm continua a far discutere: questa volta al vaglio dell’attenzione degli italiani è la questione della riduzione del canone Rai. Di fatto, nel corso della presentazione della Legge di bilancio il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha annunciato il taglio della tassa dal 1° gennaio da 90 a 70 euro.
Un taglio che non è di certo passato inosservato ma che lascia dei punti interrogativi in sospeso: come mai la Rai non ha proferito parola su questa riduzione? Nessuna polemica in vista? Sarebbe bello dire che siamo davanti ad un aiuto sostanziale agli italiani, ma la realtà è ben diversa e a confermarlo è stato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, che durante un’intervista si è lasciato andare… forse un po’ troppo.
Leggi Anche
Il taglio al canone Rai
Introdotto nel 1938 come abbonamento per la radiodiffusione, il canone Rai è una tassa sul possesso del televisore che viene calcolata per famiglia anagrafica. Dal 2016, con Renzi premier il canone viene addebitato direttamente nella bolletta agli utenti che ricevono la fornitura elettrica e ad essere esclusi dal pagamento sono solo coloro che hanno più di 75 anni e un reddito annuale inferiore a 8mila euro. La riduzione prevista in Manovra dal Consiglio dei ministri è di 20 euro, scendendo ad un totale di 70 euro all’anno.
Gasparri: “Non cambierà nulla per i cittadini”
A leggere la Manovra, la riduzione del canone Rai sembra una manna dal cielo. Eppure, gli italiani si trovano davanti ad un gioco burocratico dove i conti di Bilancio sono i protagonisti ufficiali. A spiegarlo è stato Maurizio Gasparri che, quasi da chiacchierata tra amici, fa trapelare i retroscena di questa scelta ad alcuni cronisti davanti a Palazzo Madama: “Il taglio del canone Rai per il 2024, in pratica, non cambierà quasi nulla per i cittadini. La mossa del governo è stata una cosa così per raccontarla agli amici al bar, perché le entrate tolte alla Rai saranno compensate con le altre tasse pagate dai cittadini italiani, a cui forse bisognava dire la verità“.

Scoperte le carte, ecco che si svela il trucco. “L’importo del canone della Rai… si riduce da 90 a 70, poi la fiscalità generale dà 420 milioni alla Rai. La Rai avrà gli stessi soldi di prima” aggiunge. D’altronde gli italiani sono quelli che credevano nella vendita della Fontana di Trevi, che credevano in una riduzione delle accise, e che avrebbero dovuto credere alla riduzione del canone Rai.
© Riproduzione riservata


