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Manovra, Schlein punge Meloni: “Il tuo governo sarà ricordato per i salassi alle famiglie”

Dopo giorni di silenzio, la segretaria dem è tornata ad attaccare il governo, in particolare il Presidente del Consiglio, con dure critiche nei confronti delle norme che sono state inserite all'interno della Legge di Bilancio per il prossimo anno

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Le parole di Giorgia Meloni sulla manovra finanziaria per il 2026 non hanno soddisfatto in alcun modo la leader del Pd, Elly Schlein. Dopo giorni di silenzio, la segretaria dem è tornata ad attaccare il governo, in particolare il Presidente del Consiglio, con dure critiche nei confronti delle norme che sono state inserite all’interno della Legge di Bilancio per il prossimo anno.

Nello specifico, però, a creare un certo scontento sono le misure fiscali adottate. Secondo il centrosinistra, così come Bankitalia, queste andrebbero a favorire i ceti più alti e non quelli medi. In particolare il taglio della seconda aliquota dell’Irpef dal 35% al 33% andrebbe di fatto a favorire coloro che presentano redditi più alti. Una considerazione che avrebbe spinto anche il segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini, indire uno sciopero generale per manifestare contro “l’inadeguatezza” della Legge di Bilancio.

Una scelta che a sua volta ha generato polemiche, in quanto il governo ha ritenuto poco corretto indire una protesta prima ancora che il testo fosse concluso. Inoltre, sono nate diverse critiche sul fatto che il giorno scelto per questo sciopero fosse ancora una volta un venerdì. Nel bel mezzo di questa polemica, è sorta una nuova questione riguardante l’introduzione di una tassa patrimoniale.

Manovra, il tema della patrimoniale

Un tema da sempre caro alla sinistra e che ciclicamente torna a farsi sentire. Stavolta a scatenare la sua rinascita è stata l’elezione a sindaco di New York del socialista Zohran Mamdani, che ha fatto della patrimoniale il suo cavallo di battaglia. Interrogata sulla possibilità che anche il centrosinistra possa in qualche modo adottare questo tipo di tassa, Schlein si è detta convinta del fatto che una patrimoniale europea possa essere una soluzione.

Uno strumento simile adottato solo in Italia, infatti, provocherebbe un effetto controproducente, in quanto permetterebbe ai più ricchi di spostare i loro patrimoni in Paesi che presentano regimi fiscali più favorevoli. Sul tema è poi tornato anche Maurizio Landini, specificando di essere favorevole alla tassazione di 500mila più ricchi in Italia, che dovrebbero garantire un contributo dell’1% sui patrimoni milionari.

Di fronte a questo passo in avanti del centrosinistra, è intervenuta prontamente Giorgia Meloni, ricordando come questa tassa sia ciclicamente discussa e mai effettuata concretamente, per poi aggiungere: “È rassicurante sapere che con la destra, la patrimoniale non vedrà mai la luce“. Proprio davanti a queste parole, quindi, Schlein è tornata alla carica, sciorinando nuovi dati a sostegno delle sue tesi.

Manovra, Schlein: “Meloni ha aumentato le tasse a tutti”

Con Giorgia Meloni al governo la pressione fiscale è salita al 42,8%, il massimo degli ultimi dieci anni“, ha tuonato, chiarendo che si tratti di dati del governo e non del partito democratico. La segretaria dem ribadisce che nei tre anni di governo Meloni le tasse non hanno fatto altro che crescere per tutti e ad oggi la norma che regola l’Irpef andrebbe a vantaggio dei ceti più alti.

Con che faccia stamattina si sveglia e attacca le opposizioni? Il suo governo verrà ricordato come quello dei salassi per famiglie e imprese italiane e per gli aiuti ai più ricchi“, ha poi concluso con una certa durezza. Una presa di posizione condivisa anche dal leader del M5S, Giuseppe Conte, il quale si è inserito oggi nella vicenda sottolineando come le parole di Meloni non facciano altro che “rassicurare le banche e le Big Tech“.

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