Matteo Salvini ha le idee piuttosto chiare per le norme da inserire all’interno della prossima Manovra finanziaria. All’alba dell’inizio delle discussioni sugli emendamenti da presentare in sede parlamentare, il leader della Lega lancia qualche indizio su qual è la strada che il suo partito vuole perseguire. Pensioni, forze dell’ordine e pace fiscale saranno i tre pilastri su cui il Carroccio ha deciso di intervenire.
Il vicepremier, a margine di un evento del suo partito, si dice piuttosto tranquillo e riconosce che la Legge di Bilancio è a tutti gli effetti modificabile e quindi anche migliorabile. Il passaggio più interessante ha riguardato la possibilità di dedicare parte delle risorse disponibili in manovra per effettuare un intervento sulle pensioni attraverso gli emendamenti. Il ministro dei Trasporti ha sostenuto che il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, sarebbe al lavoro proprio su questa possibilità, in quanto “i margini ci sono“.
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Manovra, Salvini: “La Lega lavora a un nuovo decreto sicurezza e immigrazione”
Inoltre, la Lega starebbe lavorando “anche sul tema forze dell’ordine e sicurezza“, con l’obiettivo di diecarvi maggiori risorse. “Occorrono più poliziotti e carabinieri. La sicurezza è un allarme, non percepito ma reale, costante, quotidiano, non più solo nelle grandi ma anche nelle piccole città“, ha spiegato. Nello specifico, il ministro ha chiarito la necessità di fondi maggiori, in quanto non basta la copertura del turnover, ma servono vere e proprie assunzioni.
Salvini ha poi annunciato che il suo partito starebbe lavorando a un nuovo decreto su sicurezze e immigrazione. “Ne ho già parlato con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi“, ha dichiarato, aggiungendo che probabilmente questo testo non sarà discusso al prossimo Consiglio dei ministri, ma potrebbe comunque essere presentato già in settimana, se i tempi lo permetteranno. “Sarà un pacchetto di misure in cui sarà affrontato anche il tema degli sfratti“, ha poi aggiunto.
Manovra, Salvini: “Tra le priorità del partito c’è la pace fiscale”
Per quanto riguarda l’ipotesi della rottamazione, il vicepremier ha ricordato che la pace fiscale è uno degli obiettivi della Lega. “Ci sono quasi 15 milioni in ostaggio dell’Agenzia delle entrate per cartelle che partivano da 10 e nel tempo sono arrivate a 20-30-40-50“, ha ricordato, aggiungendo che è sempre più necessario fare un patto con questi cittadini affinché in nove anni possano estinguere i debiti e lo Stato possa guadagnare ulteriori risorse.
Inoltre, la Lega starebbe prendendo in considerazione la possibilità di allargare la platea di coloro che potranno accedere alla rottamazione, includendo anche i cittadini che hanno accertamenti in corso. Questo tema, almeno dal punto di vista di Salvini, sarebbe ben più remunerativo di quello di una tassa patrimoniale, voluta invece da Pd e Avs. Secondo il leader del Carroccio, infatti, non è il momento di aggiungere nuove tasse, in quanto il governo Meloni starebbe lavorando proprio per diminuirle.
“Poi se a sinistra ritengono che qualcuno che riesce a portare a casa 2.000 e 3.000 euro al mese sia un ricco da tassare, evidentemente vivono su un altro pianeta“, ha tuonato. Interrogato su una patrimoniale sul modello ipotizzato dal leader pentastellato, Giuseppe Conte, Salvini ha ribattuto: “Se anche lui dice che rende poco, allora parliamo di cose serie“.
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