Lo sciopero del 12 dicembre, indetto dalla Cgil contro “l’inadeguatezza” della Manovra, continua a far discutere la maggioranza di governo. La scelta di imporre lo sto al lavoro di venerdì, come accaduto per lo sciopero dello scorso novembre, avrebbe spinto gli esponenti del governo a dare manforte al premier nella sua critica nei confronti del sindacato. “Week end lungo e rivoluzione non stanno bene insieme“, aveva tuonato circa un mese fa Giorgia Meloni.
Oggi, la situazione è pressocché la stessa. A compiere un passo in avanti nelle critiche, però, è il leader di Forza Italia, Antonio Tajani. In occasione della VII Conferenza nazionale sulle dipendenze in corso a Roma, il vicepremier si è fermato a parlare della prossima mobilitazione, sostenendo che si tratti di “uno sciopero politico, organizzato rompendo l’unità sindacale“.
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Manovra, Tajani: “La Cgil vive un isolamento politico”
Il ministro degli Esteri ha dichiarato di non voler mettere in discussione la legittimità dello sciopero, ma di voler compiere una riflessione politica sulla situazione. “Mi sembra che ci sia un isolamento politico della Cgil, che non firma i contratti, organizza gli scioperi di venerdì, sempre“, ha spiegato, chiarendo di credere che vi sia qualcosa che non va nel sindacato.
La Cgil, almeno secondo Tajani, “è sempre contro” e forze queste posizioni sono figlie di una volontà altra dello stesso segretario generale. “Forse Landini può essere che abbia delle mire politiche, che voglia fare il leader della sinistra“, ha sostenuto convinto. Della stessa opinione anche il capogruppo del Senato di FI, Maurizio Gasparri, che si è rivolto al leader del sindacato con parole al vetriolo: “È inutile proclamare scioperi il 26 dicembre, che è Santo Stefano“.
Secondo il capogruppo, inoltre, sarebbe prematuro procedere con uno sciopero contro la Manovra, quando quest’ultima non è stata ancora approvata nella sua forma definitiva. Rispondendo poi alle critiche di chi ritiene che questa Legge di Bilancio serva solo a favorire i redditi più altri, Gasparri ha sostenuto che “la Manovra non premia i ricchi, ma chi lavora“.
Manovra, Lega: “Perché gli scioperi sono sempre di venerdì?”
Nei confronti dello sciopero si è mostrata piuttosto dura anche la Lega di Matteo Salvini. Quest’ultimo nei giorni scorsi aveva invitato Landini a desistere dall’indire un nuovo sciopero. “Invitiamo Landini, per una volta, a rinunciare al weekend lungo e organizzare lo sciopero in un altro giorno della settimana“, aveva infatti scritto sui suoi canali social.
Oggi torna a controbattere la Lega stessa, pubblicando i dati sugli scioperi che finora hanno visto la luce nel 2025. Secondo la Lega, su un totale di 22 scioperi sindacali, di cui 7 annunciati tra novembre e dicembre, nel 77,2% dei casi il giorno scelto è stato il venerdì. “E gli altri? Di sabato. Oppure nei festivi“, hanno spiegato, aggiungendo di non credere alle parole leader del sindacato che ha negato di voler organizzare un weekend lungo.
“Ci dica perché la difesa dei lavoratori non è mai in agenda, per esempio, in qualche mercoledì feriale“, hanno tuonato, aggiungendo: “Chiediamo rispetto per milioni di cittadini italiani ostaggio di qualche sindacalista festaiolo, viziato e capriccioso“.
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