Il percorso verso l’approvazione della Manovra di Bilancio parte in salita. A creare un certo scalpore sono state le rivelazioni di Bankitalia, pronunciate per bocca del vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, Fabrizio Balassone, il quale sostiene che le misure della manovra a sostegno del reddito delle famiglie “non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie“.
Inoltre, viene sottolineato come l’evasione fiscale continui a rappresentare un freno per la crescita economica e per l’aumento delle diseguaglianze tra i cittadini. Secondo Balassone, la misura della rottamazione non sarebbe adatta a risolvere il problema.
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“Le rottamazioni non si sono dimostrate strumenti capaci di rafforzare la riscossione“, ha spiegato l’economista, aggiungendo che i dati dell’Agenzia delle Entrate mostrerebbero che i pagamenti effettuati sarebbero risultati la metà di quanto avrebbero dovuto essere. Di conseguenza, Bankitalia ritiene che queste problematiche possano ripresentarsi.
Manovra, le risposte del governo
Un’accusa che Giancarlo Giorgetti ha respinto immediatamente, sostenendo che questa sarà l’ultima rottamazione, oltre ad essere una rateazione. “Noi non pensiamo di perdere gettito, naturalmente è distribuito in modo diverso“, ha spiegato il ministro dell’Economia, ricordando che questa sarebbe una misura a favore delle imprese in difficoltà o che “non ce la farebbero a continuare l’attività se dovessero onorare tutto il debito in modo immediato“.
Allo stesso tempo, anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è intervenuto sulla questione ricordando le difficoltà a cui lo Stato si trova a dover far fronte. “È chiaro che con una situazione come l’attuale, con una manovra di diciotto miliardi, non è che si risolve tutto“, ha tuonato, aggiungendo che “tutto può essere migliorabile, il problema è che la coperta è corta“.
Manovra, Bankitalia: “La tassazione sulle banche non va modificata”
Muro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti, ha invece sottolineato la disciplina “introdotta diverge parzialmente dai precedenti interventi normativi perché limita la possibilità di ricorrere alla definizione agevolata ai soli casi nei quali il contribuente ha omesso il versamento delle imposte sul reddito e sul valore aggiunto e agli accertamenti formali e cartolari sulle dichiarazioni“.
Balassone ha poi continuato sostenendo che il recupero dei redditi familiari non può essere raggiunto solamente con interventi fiscali, ma deve fondarsi su un efficace sistema di contrattazione e “sull’aumento della produttività“. In questo senso, il vice capo del Dipartimento di Economia e statistica ha sottolineato l’importanza di non modificare eccessivamente le tasse sulle banche, in quanto al momento il sistema di credito italiano è solido per cui “sarebbe opportuno evitare il ripetersi frequente di inattese modifiche di tassazione“.
Allo stesso modo, le incertezze nei confronti degli investimenti alle imprese, generano una sorta di instabilità che “può rendere più onerosi gli adempimenti necessari a fruire delle misure, frenandone l’efficacia“.
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