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Luigi Di Maio si racconta tra politica e vita privata: ‘Fantascienza che mi candidi’

l’ex vicepremier racconta paure, gioie e qualche retroscena della sua vita politica e privata. Da Salvini al suo rapporto con la nuova compagna Alessia che è stata la sua “svolta”

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Un’intervista che ad un certo punto ha preso le sembianze di una “seduta psicologica” quella diLuigi Di MaioalCorriere della Sera. Inaspettata quanto attesa un po’ di apertura dell’ex ministro e capo M5S “Luigi il freddo”, che svela qualcheretroscena, paure, dubbi e gioie della sua carriera politica e della sua vita privata. Si parte con il botto: la sconfitta elettorale del 2022, quando perse “tutto incassando lo 0,6% con Impegno civico” che lo ha “cambiato molto in positivo”. L’ex ministro ricorda bene quando ha lasciato “ad Antonio Tajani il tavolo mio tavolo al ministero degli Esteri:è stato il giorno in cui ho messo a fuoco quello che mi era successo”.

Di Maio poi confida che non gli manca essere protagonista in politica, ma la segue “con molta attenzione”, sottolineando che chi è al centro della politica deve avere “una grande capacità di mantenere sangue freddo”. Quando poi il giornalista Claudio Bozza gli ha domandato delle voci che sostengono un suo ritorno, l’ex capo M5S ha detto che si tratta di “romanzi fantasy, informazioni prive di fondamento”, consigliando a tutti i partiti di “andare a Palazzo Chigi. Perché solo quando governi fai i conti con la realtà”. Adesso, dopo aver lasciato la politica, rivela che la sua più grande sostenitrice è stata la madre. La svolta della sua vita è arrivata con la compagna Alessia, ed oggi si chiede “più se sto facendo bene il ministro, se sono un buon padre”.

Luigi Di Maio, ascesa e declino: il rapporto con Salvini

A 26 anni “Luigi il freddo” è stato il più giovane vicepresidente della Camera, e a 32 anni sia ministro che vicepresidente del Consiglio. Nel 2018 l’idea didiventare premiersi era formata più vivida che mai quando il Movimento 5 Stelle sfiorò “il 33% e Salvini aveva preso il 17%. Lo davamo per scontato”. Ma affiorarono le difficoltà per la formazione del cosiddetto “governo gialloverde”: “Io e Salvini non riuscivamo a metterci d’accordo. Mi ricordo un pomeriggio al Pirellone. Matteo voleva che una parte del contratto con gli italiani si scrivesse a Milano, non solo a Roma.Proposi anche una staffetta tra me e lui”. Poi però davanti ad una “macchinetta del caffè, prendendo atto dell’impasse, decidemmoper la soluzione di Conte premier,raccomandata da Alfonso Bonafede”.

Poi confessa che ilreddito di cittadinanzaè la cosa a cui tiene di più fatta con il Movimento, anche se hanno “peccato di troppo ottimismo” e “andava fatto diversamente, con più controlli”. E in seguito si dice pentito di quando “volevamo fare i fenomeni”. L’ex vicepremier ricorda che il momento più delicato da ministro degli Esteri è stata la “missione in Russia una decina di giorni prima dell’invasione dell’Ucraina”. Lì ha incontrato l’addetto alla Difesa:Roberto Vannacciche gli “illustrò i tre scenari. Putin avrebbe potuto invadere Dontesk e Lugansk, spingersi fino al fiume Dnipro oppure puntare fino a Kiev”.

Qualche parola anche perBeppe Grillo, fondatore del Movimento, che gli ha fatto “gli auguri per il figlio” ed è grato per la “grande opportunità”. Solo un po’ di malcontento per gli spettacoli fatti contro di lui dopo quel 0,6%. Con Alessandro Di Battista “è finito tutto con il mio appoggio a Draghi” eGiuseppe Contedeve realizzare che ha vinto tutto con me, mentre io ho perso tutto”.

Infine, il “bagno di realtà”durante il voto del settembre 2022 dove: “Persi tutto.In un giorno feci gli scatolini al ministero e pure a casa, perché io e la mia compagna precedente ci lasciammo.Volai a Berlino a trovare degli amici. Ero rimasto solo. Decisi di cambiare aria e lì incontrai Alessia, che era già candidata del M5S nel 2018, ma ci eravamo persi di vista”.

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