La necessità è una: trovare la quadra con una “riformulazione che non sovverta né il messaggio politico, né la finalità dell’emendamento stesso“. Ne è convito Guido Liris, relatore di FdI alla manovra a proposito del parere della Bce inviato al governo sull’emendamento sulle riserve auree di Bankitalia.
Il senatore abruzzese tira dritto, e accogliendo il parere della Banca centrale puntualizza che si dovrà provvedere con una riformulazione che di certo “dovrà essere frutto di una interlocuzione” anche con il ministero delle Economie e Finanze per così trovare “una formula che possa essere digeribile senza cambiare il contenuto dell’emendamento“.
Leggi Anche
In sostanza, Liris pone l’accento sull’altolà arrivato da Francoforte sulle variazioni proposte da Fratelli d’Italia sulle riserve dell’oro di Bankitalia, su cui il partito del premier fin da subito si è posto determinato ad andare avanti per ribadire con polso fermo che le riserve sono “del popolo italiano“. E si tratterebbe solo di una dei dossier spinosi della manovra che avanza in commissione a piccoli passi in attesa dello sblocco dell’intesa con le banche sulle coperture e con le opposizioni che sono sulle barricate contro le norme sui Lep e minacciano ostruzionismo.
Insomma, momento delicato, dove ogni parola detta assume un peso specifico di un certo tipo, soprattutto dopo il duro colpo sulla prima formulazione arrivata da Francoforte. Ed ora la seconda frenata dell’Eurotower che mette nero su bianco un parere al quanto caustico sulla riformulazione più leggera proposta da FdI che, tolto il riferimento allo Stato, avrebbe semplicemente mantenuto quello al fatto che le riserve auree, detenute e gestire da via Nazionale “appartengono al popolo italiano“.
Nel dettaglio, nelle considerazioni firmate della presidente Christine Lagarde sulla proposta di modifica si mette, però, proprio in discussione la ratio dell’iniziativa. “Non è chiara la finalità della proposta“, si legge nel testo che chiede alle autorità italiane di “riconoscere” la vicenda e, di fatto, non procedere per preservare “l’esercizio indipendente” della Banca d’Italia.
E il relatore della manovra di FdI scandisce quindi che ad ogni modo sul testo si attende “una ulteriore riformulazione del Mef“. Una notizia, quest’ultima, che avrebbe lasciato sorpresa la Bce.
Intanto, i lavori in commissione avanzano a più riprese e solo da martedì si capirà qualcosa in più sul destino delle modifiche e sui tempi. Per l’inizio della prossima settimana, infatti, dovrebbero arrivare i pareri del governo e l’obiettivo. A detta del presidente della commissione, Nicola Calandrini, l’obiettivo sarebbe iniziare le votazioni tra giovedì e venerdì.
© Riproduzione riservata


