I relatori di maggioranza in commissione allalegge elettoralehanno presentato unariformulazionedopo gli emendamenti avanzati da+Europa, Azione e dal Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin.Si va dunque verso una modifica delle regole sulla presentazione dellelistealle prossime elezioni. La proposta prevede che non siano obbligate a raccogliere le firme le forze politiche che abbiano già un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato, purché questo gruppo sia stato formato entro il31 dicembre 2025.
Chi rientrerà in questo requisito potrà quindi evitare la fase della raccolta delle sottoscrizioni necessarie per depositare le liste elettorali. La modifica, se confermata, avrebbe dunque effetti significativi sugliequilibriin vista delle prossime elezioni. Secondo alcuni esponenti dell’opposizione, la norma “salverebbe Calenda” mentre penalizzerebbe altre realtà politiche comeFuturo Nazionale e +Europa, che rischierebbero di dover affrontare la raccolta delle firme necessarie per presentare le liste.
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Preferenze e firme digitali
Restano invece accantonati gliemendamenti relativi al tema delle preferenze.Fonti parlamentari del centrodestra hanno confermato che, al momento, non sono state prese decisioni definitive su questo punto.
Non sono state invece accolte le proposte dell’opposizione e dell’area vicina ai sostenitori del generale Roberto Vannacci sulla possibilità di raccogliere le firme in modalità digitale. La maggioranza, per ora, sembra intenzionata a non modificare questo aspetto.
Le reazioni politiche per la legge elettorale
La riformulazione ha giàacceso il dibattito politico. Da una parte la maggioranza difende il testo sostenendo lanecessità di garantire stabilità e riconoscimento alle forze già rappresentate in Parlamento. Dall’altra, le opposizioni contestano ilrischio che la norma crei un vantaggio per i partiti già strutturati, rendendo più difficile l’ingresso di nuovi movimenti nella competizione elettorale.
Il confronto in commissione proseguirà nei prossimi giorni, mentre resta sospeso e tutto da definire l’intero impianto della nuova legge elettorale.
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