Legge elettorale, la partita si riapre: il 28 settembre il testo torna alla Camera

A breve la discussione a Montecitorio. Ancora da definire alcune modifiche al testo, tra cui la norma anti-cespugli

4 Min di lettura

La riforma della legge elettorale si prepara a tornare al centro del dibattito parlamentare. La Conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso che la discussione generale sul testo, modificato dal Senato, avrà luogo il 28 settembre nell’Aula di Montecitorio. Questo passaggio riaccende il dibattito tra le forze di maggioranza su diversi punti che sono ancora in fase di valutazione.

Uno dei nodi principali da affrontare è la cosiddetta norma anti-cespugli. Questa disposizione esclude dal conteggio dei voti necessari per ottenere il premio di maggioranza quelli raccolti dalle liste che non superano la soglia stabilita. Sul tema, al termine della riunione sulla legge elettorale tenutasi in via della Scrofa, il senatore di Forza Italia Roberto Rosso ha risposto ai cronisti con poche parole: “Stiamo vedendo”. Una formula che conferma come, nonostante il lavoro portato avanti dalla maggioranza, non sia stata ancora raggiunta un’intesa definitiva.

Legge elettorale
Legge elettorale

Riforma legge elettorale: gli aspetti principalmente discussi

A fare il punto sul confronto è stato anche Alessandro Colucci, deputato di Noi Moderati, che ha spiegato come il testo della legge elettorale resti sostanzialmente quello già approvato dalla Camera. “Non ci sono particolari novità rispetto a come abbiamo approvato la norma alla Camera, a parte le preferenze e queste valutazioni che stiamo facendo sull’anti cespugli”, ha dichiarato al termine del vertice di maggioranza. Tra gli altri aspetti discussi c’è il tema del ballottaggio. Su questo fronte, secondo quanto riferito dallo stesso Colucci, “di ballottaggio non si è parlato”.

Nessuna modifica, invece, dovrebbe interessare la disciplina relativa ai sindaci. “Non ci saranno novità”, ha spiegato il deputato, indicando che dovrebbe restare in vigore la norma che prevede le dimissioni anticipate per i primi cittadini dei Comuni con più di 20mila abitanti che intendano candidarsi al Parlamento. Resta aperta anche la riflessione sul voto fuori sede. In particolare, la maggioranza starebbe valutando la possibilità di estenderlo a categorie come caregiver e marittimi. Un ulteriore punto che potrebbe essere oggetto di interventi durante l’esame parlamentare.

Per quanto riguarda invece il premio di maggioranza, la soglia dovrebbe rimanere fissata al 42%, come anticipato dal senatore Roberto Rosso. Ancora da definire, invece, proprio la norma anti-cespugli: “Non si è deciso niente” su questo punto, che dovrà essere affrontato e definito entro l’avvio dell’esame degli emendamenti in Aula al Senato. A difendere l’impianto della riforma è intervenuta anche la ministra per le Riforme istituzionali Elisabetta Casellati.

In un messaggio pubblicato su X, Casellati ha sottolineato l’obiettivo politico del provvedimento: “dare al Paese governi stabili, in grado di realizzare il programma scelto dagli elettori e di guardare al loro futuro”. La ministra ha quindi rivendicato l’introduzione del premio per chi vince le elezioni, sostenendo che la misura sia stata pensata “dentro il perimetro della Carta costituzionale” per assicurare una maggioranza in grado di governare. Nel suo intervento, Casellati ha posto l’accento anche sulla possibilità per gli elettori di conoscere con maggiore chiarezza la leadership politica destinata a guidare il governo.

“I cittadini devono sapere non solo per chi votano, ma anche chi si propone alla guida del governo del Paese”, ha scritto, riassumendo la filosofia della riforma con una serie di parole chiave: “Meno incertezza. Meno giochi di palazzo. Più stabilità. Più governabilità. Più trasparenza. Più forza al voto degli italiani”. Il passaggio alla Camera del 28 settembre rappresenterà dunque un momento importante dell’iter parlamentare.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894