Una trattativa a denti stretti e con poche chance, quella sull’emendamento delle preferenze nella legge elettorale, considerando la divaricazione traFdI e Nm, favorevoli, eLega e Forza Italia contrarissime. Ebbene, nel marasma della riforma, il centrodestra deve fare i conti con le tensioni interne e un centrosinistra pronto a sfoderare le mosse in vista del voto alla Camera, previsto per le giornate dal 7 al 9 luglio quando, probabilmente anche con un paio di sedute notturne, le opposizioni proveranno a fare il più possibile muro sul testo, considerando anche il contingentamento dei tempi.
Si tratta di fatto di una delle prime occasioni per provare a cambiare il testo che approderà poi al Senato per un via libera blindato subito alla ripresa dei lavori, se non già, entro l’estate. Il centrosinistra, quindi, prepara gli armamenti a suon diemendamenti,pregiudizialieinterventi. Mentre il centrodestra prova a trovare una via unitaria sulle ultime questioni rimaste in ballo, in primis per l’appunto lepreferenze.
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E per trovare la quadra, ci sarà unariunione tra gli sherpa che si terrà in uno dei giorni centrali di questa settimanama più di qualcuno non esclude che per sbloccare la questione serva un confronto tra leader che al momento non è previsto.
E oggi, alla prima scadenza del termine per gli emendamenti d’Aula,dalla maggioranza dovrebbe arrivare solo qualche limatura di carattere tecnicoma si continua a lavorare su possibili soluzioni sul fronte delle preferenze, tanto più che Meloni non sarebbe disponibile al momento a fare passi indietro sulla sua battaglia. Si continua, allora, a spulciare ogni fronte e una delle ipotesi in campo, riguarda quella delmodello toscano con un capolista bloccatoe lepreferenze da esprimere con una crocetta su una lista di nomi già indicati sulla scheda. Un’opzione sulla quale, però, gli alleati di FdI soleverebbero comunque dubbi.
E tra le proposte di modifica annunciate ci dovrebbe essere anche quella di Nm sulle preferenze. “Presenteremo un emendamento perrestituire agli elettori la possibilità di scegliere“, ha spiegato il leader del partito Maurizio Lupi, ma la contrarietà degli alleati, specialmente della Lega resta forte.
Dissenso espresso direttamente anche da Matteo Salvini che, premettendo come sia sempre stato eletto con le preferenze, puntualizza come “un tempo le campagne elettorali si facevano con i volantini ciclostilati sotto i tergicristalli“. Insomma, mettere le preferenze, nel suo ragionamento, potrebbe favorire chi si può permettere una campagna elettorale per cui “se hai i milioni da spendere entri nelle case di tutti“.
Dalle opposizioni, intanto, alla prima scadenza del termine, arriverannotra i 250 e i 300 emendamenti che andranno, poi, però ridotti con il meccanismo dei segnalati. Inoltre, ci saranno almeno tre, tra Pd, M5s e Avs,pregiudiziali di costituzionalitàsimili ma divise per sfruttare al meglio i tempi di dibattito.
E non solo perché a presentare proposte di modifica arriverà anche un pacchetto dei vannacciani che prevede anche una proposta per cancellare l‘esonero dalla raccolta delle firmeintrodotto in commissione in favore di chi, comeAzionedi Carlo Calenda, ha un gruppo parlamentare in una delle due Camere almeno dal 2025.Ma si tratta di una proposta di modifica che colpisce alò cuore ancheNoi moderatieItalia Viva, considerando chesi esonera solo chi ha un gruppo da inizio legislaturae non formato con deroghe o prestiti.
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