A partire dal prossimo martedì, inizierà alla Camera dei deputati l’esame dellanuova legge elettorale, dopo che il testo è stato già licenziato dalla Commissione Affari costituzionali. L’obiettivo della maggioranza di centrodestra, come già ampiamente dichiarato nelle ultime settimane, è quello digiungere all’approvazione entro la pausa estiva, strategia che permetterebbe un’eventuale conversione definitiva alSenatoin tempo utile per mantenere aperta ogni opzione in vista delleelezioni politiche del 2027.
Legge elettorale, nel centrodestra si pensa anche ad usare l’attuale disciplina del voto
Come infatti filtra da più parti all’interno della coalizione al governo, tra i partiti ci si chiede se sia effettivamenteconveniente modificare la disciplina del votoo se non sarebbe più conveniente affrontare la prossima tornata elettorale con la legge oggi in vigore. La riflessione scaturisce dai sondaggi delle ultime settimane, che vedonoFuturo nazionale di Roberto Vannacci aver ampiamente superato il 6%, e dalla conseguente paura di lasciare gli alleati a bocca asciutta.
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Certo, le urne sono ancora lontane e non è escluso che l’attuale scenario cambi radicalmente. Proprio per questo, il voto alla Camera assume un fortevalore strategico, perché far passare il provvedimento in prima lettura significamantenere aperti tutti gli scenari. Se infatti nei prossimi mesi ci si dovesse rendere conto che sia preferibile confermare l’attuale sistema, l’iter di approvazione si arresterebbe al Senato. In caso contrario, aver avuto luce verde da Montecitorio sarebbe unrequisito fondamentaleper arrivare fino in fondo con la nuova legge elettorale.
Nel centrodestra resta aperta la battaglia sulle preferenze
Se si volge lo sguardo all’aspetto politico, tuttavia, si preannunciano settimane di fuoco. L’opposizione infatti ha già annunciato di voler dare battaglia, criticando soprattutto la scelta della maggioranza diaccelerare l’iter in un momento in cui i temi caldi sono numerosi. Ma per il centrosinistra, ancora diviso, il maggior elemento di criticità è la necessità diindicare il nome di un candidato premier, come prevede la nuova legge elettorale.
Lato maggioranza, il pomo della discordia restano lepreferenze, ma sarà opportuno giungere ad una sintesi il prima possibile. Ne va dell’unità della coalizionee, soprattutto, della corsa contro il tempo ingaggiata per far approvare il provvedimento alla Camera.
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