Intercettazioni e legge elettorale, tensione nella maggioranza tra Fratelli d’Italia e Forza Italia

La settimana parlamentare si apre con due dossier decisivi per il centrodestra. La Russa avverte gli alleati: “Bocciare una riforma non è come respingere un emendamento”

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La maggioranza di governo si prepara ad affrontare una settimana delicata e complessa per la legislatura, chiamata a misurarsi su due provvedimenti, il decreto Giustizia e migranti e la riforma della legge elettorale. Al centro del confronto ci sono due temi che da tempo dividono i partiti del centrodestra. Da un lato c’è l’estensione dell’utilizzo delle intercettazioni nei procedimenti legati ai cosiddetti reati “spia della criminalità organizzata, dall’altro c’è il sistema delle preferenze nella futura legge elettorale. Le divergenze tra Fratelli d’Italia e Forza Italia rischiano ora di mettere alla prova la compattezza della coalizione e la capacità del governo di portare a termine il proprio programma parlamentare.

Il confronto è destinato a svilupparsi al Senato, dove nei prossimi giorni arriveranno in Aula i provvedimenti più attesi. Sebbene resti aperta la possibilità di un chiarimento diretto tra i leader della maggioranza, sono i lavori parlamentari a rappresentare la vera sfida. Sul tavolo ci sono questioni che coinvolgono principi costituzionali, strategie politiche e gli equilibri interni alla coalizione. 

Il richiamo di La Russa e la legge elettorale

Come riportato anche daLa Gazzetta del Mezzogiorno, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dal palco di Viareggio ha rivolto un chiaro monito agli alleati. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, respingere definitivamente una riforma non avrebbe lo stesso significato politico della bocciatura di un semplice emendamento. Il riferimento è alla legge elettorale, sulla quale il centrodestra continua a registrare posizioni differenti, soprattutto dopo il voto segreto alla Camera.

La Russa ritiene che l’assenza delle preferenze possa esporre il testo a possibili rilievi di costituzionalità e ha lasciato intendere che un nuovo stop parlamentare potrebbe avere conseguenze ben più ampie. Intanto il Senato avvierà una lunga fase di esame del provvedimento, con26 audizioni richieste dai gruppi parlamentari, prima della presentazione degli emendamenti.

Intercettazioni: resta lo scontro tra Fratelli d’Italia e Forza Italia

Contemporaneamente, si gioca la partita sul decreto Giustizia e migranti, che dovrà essere approvato dal Senato entro giovedì e convertito definitivamente in legge entro l’11 agosto. Fratelli d’Italia continua a sostenere un emendamento volto ad ampliare l’utilizzo delle intercettazioni nei procedimenti relativi ai reati collegati alla mafia, accogliendo anche le indicazioni avanzate dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo.

La posizione di Forza Italia resta, invece, improntata alla prudenza. Gli azzurri ribadiscono la necessità di preservare le garanzie costituzionali e respingono l’ipotesi di un’estensione delle intercettazioni nei termini proposti da Fratelli d’Italia. Il deputato Giorgio Mulè ha ricordato che, pur riconoscendo la legittimità delle osservazioni provenienti dalla magistratura, spetta esclusivamente al Parlamento decidere il contenuto delle leggi.

Intanto, gli oltre 500 emendamenti presentati dalle opposizioni rendono improbabile un iter rapido del decreto e allontanano l’ipotesi del voto di fiducia. Per questo motivola settimana parlamentare si preannuncia decisivanon solo per il destino dei singoli provvedimenti, ma anche per verificare la solidità politica della maggioranza.

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