Due ore di ricovero, dopo un travaglio durato mesi. Ma finalmente si trova la quadra. Il centrodestra ripresenterà al Senato l’emendamento allaLegge elettorale sulle preferenzebocciato alla Camera, che prevede crocette per scegliere fino a tre candidati e capolista bloccati. Ma la novità sostanziale è che saranno distribuiti nel rispetto dell’alternanza tra uomini e donne, fissando al 60% il tetto massimo alla presenza di ciascun genere per i capilista.
Ma l’altra novità è politica, ovvero che la proposta questa volta sembra troverà la firma e l’appoggio, quindi i voti, ditutti i partiti di centrodestra. A differenza di Montecitorio, dove il testo era stato presentato solo daFdI, Udc e Noi Moderati, solo in un secondo momento appoggiato daFI e Lega, ma poi clamorosamente bocciato per un solo voto in sede di scrutinio segreto.
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Ma insomma, quel che conta è ora il secondo round e la pace fatta, né angeli né diavoli e nessun rammarico. Gli sherpa si sono riuniti nel cerchio magico per chiudere la partita a scacchi sulle preferenze prima di andare in villeggiatura. Al Senato, d’altronde, la scadenza per presentare gli emendamenti è stata calendarizzata al prossimo1° settembre, e nessuno sembra aver intenzione di anticipare il rientro con un nodo ancora da scegliere.
Ebbene, al tavolo decisionale ha preso posto il team oramai più che consolidato. Per il partito di Giorgia Meloni, il responsabile OrganizzazioneGiovanni Donzellie il deputato Angelo Rossi, per il Carroccio, il ministroRoberto CalderolieAndrea Paganellae per gli azzurriStefano Benigni e Alessandro Battilocchio, con un esordiente alla discussione, il senatore Roberto Rosso, emissario della capogruppo a Palazzo Madama Stefania Craxi. Lorenzo Cesa per l’Udc, Alessandro Colucci per Noi Moderati.
A tavola, non apparecchiato di coltelli e forchette perché, si sa, il caldo gioca brutti scherzi e la pressione si alza, sono state servite anche altre due modifiche da apportare ma poi accantonate. Una parte dei forzisti, da quanto si apprende,avrebbe voluto omettere l’obbligo per i capilista di figurare anche nel listone del premio nazionale. Insomma, questa volta niente scherzi.
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