Per laLega il momento è complicato. Se già c’erano crepe interne al partito amplificate dall’ascesa dell’ex vicesegretario Roberto Vannacci con il suo Futuro Nazionale, ora il Carroccio risente a pieno del Generalissimo che con il sorpasso nei sondaggi ha fatto alzare l’agitazione,iniettando preoccupazione in ogni passaggio.
Luca Zaia tace, la suarichiesta di un cambiamentosotto lo spadone di Alberto Da Giussanonon è stata accolta. Matteo Salvini pensa a una “cabina di regia” o una “task force” le cui prerogative saranno chiarite il prossimo 22 giugno, quando si insedierà il tavolo di coordinamento della Lega. Tavolo che, come reso noto da Stefano Locatelli, responsabile federale Enti Locali del partito, vedrà partecipare, oltre ai quattro presidenti di Regione, un rappresentante dei Presidenti dei Consigli regionali, i sindaci dei comuni capoluogo, un rappresentante dei Presidenti di Province e una delegazione di ministri.
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Ebbene, nella lista dei componenti, oltre al segretario Federale Salvini, segnati tra le prenotazioni ci sono:Roberto Calderoli, Giancarlo Giorgetti, Massimiliano Fedriga, Alberto Stefani, Attilio Fontana, Maurizio Fugatti, Luca Zaia(presidente consiglio regionale Veneto), Emanuele Imprudente (Vicepresidente Abruzzo), Filippo Mancuso (Presidente del Consiglio regionale della Calabria), Enrico Rossi (Vicepresidente Marche), Pasquale Pepe (Vicepresidente Basilicata), Luca Sammartino (Vicepresidente Sicilia), Roberta Cuneo (Presidente della Provincia di Rieti), Alessandro Canelli (Sindaco di Novara), Mario Conte (Sindaco di Treviso), Alan Fabbri (Sindaco di Ferrara), Riccardo Mastrangeli (Sindaco di Frosinone), Sandro Parcaroli (Sindaco di Macerata).
Insomma, un tavolo ricco e variegato che richiederà un menù altrettanto articolato. Infatti, all’ordine del giorno compaiono come primi dossier il Piano Casa, “con l’obiettivo di fornire risposte efficaci ed eque a un problema che, dopo decenni di inerzia, viene finalmente affrontato con determinazione“, si puntualizza nella nota. Inoltre la sicurezza urbana, il costo della vita, il taglio della burocrazia e le semplificazioni a sostegno delle imprese, il percorso di riforme sulla strada delle autonomie e del federalismo. Nonché la revisione dei vincoli europei che incidono sulla competitività dei territori, a partire dai fondi di coesione, dalla Politica Agricola Comune e dagli effetti del Green Deal.
Da quanto specificato da Locatelli, nel procedere dei lavori il tavolo potrà essere integrato rispetto alle necessità dello stesso. Quindi, oltre ad avere il compito di affrontare le principali questioni di interesse nazionale che riguardano direttamente i territori, potrebbe affrontare altre necessità interne. Infatti, nel corso delle prossime settimane il tavolo dovrebbe far fronte anche a numerosi altri temi strategici, “assicurando il proprio contributo di esperienze e proposte alle scelte che la Lega sarà chiamata a compiere“.
Insomma, dopo un Consiglio federale incandescente, in vista delle primarie leghiste per il sindaco di Milano di oggi e domani che si terranno in una quarantina di gazebo in tutta la città e soprattutto dopo la richiesta del Doge di un cambio di statuto per in partito del Nord federato con quello nazionale, Salvini ha iniziato a mostrare i suoi prossimi passi. Se non per una pace interna al partito, almeno per una tregua.
Ma una certezza sul futuro della Lega sembra esserci già, ovvero che Zaianon ha intenzione di entrare tra i vice del leader leghista. Intanto, sullo sfondo stagna il ritiro di due giorni che Salvini ha convocato sotto le stelle del primo weekend del 4 e 5 di luglio a Treviso. Ma, per dirla con Shakespeare, “non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi“.
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