Nulla di fatto alConsiglio federale della Legasvoltosi mercoledì a Roma. E sempre più distanti le due anime del Carroccio, quella del segretarioMatteo Salvinie quella dei “nordisti” guidata daLuca Zaia, Attilio Fontana e Massimiliano Fedriga che auspicano l’adozione di un modello federalestile Cdu-Csutedesco, che permettamaggiore autonomia alla compagine politica nelle regioni settentrionali. Una resa dei conti rimandata dunque, mentre continua l’emorragia di consensi a favore di Futuro Nazionale diRoberto Vannacci.
Lega, lo scontro tra i “nordisti” e Salvini
Nelle scorse settimane Salvini, messo alle strette dal calo vertiginoso della Lega nei sondaggi (arrivata ormai al 5,6%) e dalla crescita dell’ex generale, che continua aportare via parlamentarial Carroccio, si era mostrato disponibile a venire incontro alle richieste di Zaia&Co. di modificare l’assetto organizzativo del partito, distinguendo quello nazionale a quello del Nord, organizzando un ritrovo nella Capitale. Ma quando i correttivi sono stati messi a punto, il ministro dei Trasporti ha temuto divedere indebolito il suo potere decisionalee ha bloccato tutto, rimandando la questione a prossimi incontri.
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I “nordisti” ormai da tempo chiedono un ritorno del partito alleorigini bossiane, stigmatizzando lasvolta nazionaleintrapresa da Salvini, che in termini elettorali ha pagato solonei primi anni della sua leadership. Nel dettaglio, auspicano una reviviscenza del “sindacato di territorio” e l’ascolto della base lombardo-veneta. Vorrebbero inoltre il potere di sceglierei candidati al Parlamento nella prossima tornata elettorale, per avere voci in capitolo per tutelare i fedelissimi alle politiche, e la possibilità di disporre di unproprio budgetper sostenere le iniziative sui territori e la campagna elettorale.
La leadership di Salvini è in fase di erosione
D’altro canto, Zaia è indicato dai presidenti leghisti delle regioni del Nord comeinterlocutore privilegiato dei territori, grazie alla sua storica battaglia per l’autonomia e dopo le oltre200mila preferenzeraccolte alle ultime elezioni regionali. L’ex governatore del Veneto appare come una personalità politica forte,pragmaticae moderata, capace di parlare ad unelettorato trasversale, come quello di Forza Italia.
Al contrario, la leadership di Salvini, nelle parole di Lorenzo Pregliasco di YouTrend, “attraversa una fase diconsunzione“. Molti elettori della Lega non gli perdonano il fatto diaver coltivato in casa la sua nemesi, candidando Vannacci alle ultime elezioni europee, dandogli visibilità e un’importante piattaforma programmatica da cui partire. I sondaggi ovviamente ne risentono, col Carroccio e Futuro Nazionale ormai staccati dameno di un punto percentuale(rispettivamente 5,6% e 4,8%).
Insomma, Salvini ricerca perennemente “un colpo di scena al giornoche gli faccia recuperare l’aura perduta“, senza tuttavia proporre un reale progetto. Zaia, invece, valorizza “il profilo delbuon amministratore, più che del politico“, pronto a parlare con tutti di fisco, sviluppo e sicurezza. Dopo il fallimento del Consiglio federale di mercoledì la battaglia tra i due è rimandata, mala guerra non è ancora finita.
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