Lega, Salvini e Vannacci a Pontida: “Saremo gli eredi di Kirk”

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Pontida ha chiarito l’evoluzione della Lega?Le due facce del Carroccio si sono confrontate all’annuale raduno politico dei militanti del partito: da un lato il leaderMatteo Salvini, tesoriere dell’eredità di Bossi, dall’altro il generaleRoberto Vannacci, possibile trampolino di cambiamento.

Ebbene, il vicepremier si presenta a sorpresa sul pratone, dopo alcuni controlli medici per un problema di calcoli renali che l’hanno costretto a cancellare gli impegni pubblici della mattinata: “Quando oggi gli amici del pronto soccorso di Chiari mi hanno dimesso, mi hanno detto: ‘Ministro, si deve riposare’.Il mio riposo siete voi“, accarezza i presenti dal palchetto, alla vigilia del raduno al via domani alle 10.

Salvini, dopo un omaggio ad Umberto Bossi che ieri è andato a salutare per gli auguri di compleanno, inizia con le invettive e non le manda a dire. “Una cosa unisce la Lega di oggi a quella di trent’anni fa:ce l’hanno con noied ‘è colpa della Lega’, giornali, baroni universitari, collettivi di studenti, i sindacati, gli amici potenti a Roma e a Bruxelles“.

Si dice convinto il ministro dei Trasporti che ricorda i tempi passati con una certa nostalgia per dare slancio e coraggio ai futuri e possibili esponenti del partito: “Ci vedevano trent’anni fa come un corpo estraneo da cancellare, ci vedono come un imprevisto oggi da cancellare. Non ci cancelleranno mai.La Lega è la Lega. Se serve soli contro tutti, ma la Lega è la Lega“.

E poi, con un’indicata agli alleati, invia un messaggio chiaro in vista delleprossime elezioni regionali, con il centrodestra alle prese con il nodo Veneto. Perché il segretario del partito di via Bellerio, salito sul palco dopo Alberto Stefani, numero uno della Lega Veneta, rimarca con petto infuori il suo endorsement come successore di Luca Zaia: “Ha parlato prima di me un ragazzo di 32 anni che spero l’anno prossimo venga con la maglietta del Leone di San Marco a Pontida da governatore del Veneto. Non imponiamo niente a nessuno, sarebbe il governatore più giovane d’Italia. La sinistra parla dei giovani, noi sui giovani puntiamo“.

Una volta terminato, il microfono è passato in mano a Roberto Vannacci, iscritto al partito dallo scorso aprile ed entrato poco dopo tra i vicesegretari. “C’è solo un generale“, è l’accoglienza da stadio che gli riservano i giovani carroccini ad un generale in veste rilassata da t-shirt blu scuro con la scritta ‘Freedom’e l’immagine diCharlie Kirk. E le intenzioni sono presto chiare.

Senza paura” è, d’altronde, lo slogan scelto per Pontida 2025, proprio dopo l’assassinio nello Utah dell’attivista vicino fiore all’occhiello del presidente Donald Trump. “Dobbiamo essere gli eredi di Kirk“, parte in quarta l’europarlamentare incalzando che sia necessario “fare quello che lui faceva, dobbiamo portare in giro ovunque i nostri principi e le nostre idee“. Poi, ricorda e avverte quasi istruendo che “le idee e i libri non sono sbagliati, non li si combatte né con la censura né con i tribunali né tantomeno a fucilate. Noi qua siamo tutti come Charlie Kirk“, scandisce il generale allontanando quindi ogni sorta di violenza dai suoi messaggi.

La “vannaccizzazione” del partito?Il generale l’ha respinta con scudo di titanio e ai cronisti, che lo pressano al suo arrivo, risponde con un secco: “Io sono venuto qua a portare me stesso. Nella Lega chiunque porta il meglio di sé.Io ‘vannaccizzo’, Fontana ‘fontanizza’, Romeo ‘romeizza’ e faremo la Lega grande“. E poi aggiunge: “A me non hanno mai detto nulla, io normalmente quando ho un problema con una persona, mi rivolgo a quella persona, non mi rivolgo alla stampa. Per me problemi non ce sono, sono polemiche montate ad arte“. Resta quindi, il tarlo: cosa accadrà alla Lega?

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