La7, Cairo risponde a Mentana: ‘Noi anti-Meloni? Mai fatto sconti a nessun governo’

"Ne ho parlato con lui - aggiunge il presidente del Torino -. Quando è arrivato a La7 nel 2010 la situazione era molto diversa da oggi e avevamo anche allora un atteggiamento critico. Ora non ci sono più Lerner e Santoro, ma non mi pare che ci siano pericolosi bolscevichi"

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La7 non ha mai fatto sconti ai governi. Ho ricevuto costantemente telefonate, non sono mai cessate. Oggi abbiamo programmi che hanno attenzione a quello che avviene nel Paese evogliamo ospitare tutti i protagonisti“. Così il patron dell’emittente televisiva privataUrbano Cairorisponde alle parole del direttore delTgLa7Enrico Mentana, che ha definito la rete“anti-Meloni.

Ne ho parlato con lui– aggiunge il presidente del Torino -.Quando è arrivato a La7 nel 2010 la situazione era molto diversa da oggi e avevamo anche allora unatteggiamento critico. Ora non ci sono più Lerner e Santoro, ma non mi pare che ci sianopericolosi bolscevichi“.

La7, per Mentana tutti i programmi della rete hanno la stessa impostazione e gli stessi ospiti

Intervistato il 1 giugno daMia Ceransul palco del Festival della tv di Dogliani, in Piemonte, Mentana aveva affermato che l’emittente per cui lavora e tutti i suoi programmi sono chiaramente posizionaticontro il governo del premier Giorgia Meloni, al punto che La7 potrebbe essere definita“la nuova RaiTre”. Per il direttore, ciò si vede dal fatto che “tutti i programmi di La7 hanno la stessa impostazione,hanno gli stessi ospiti, hanno lo stesso orientamento“. Mentana aveva infatti constatato che, durante l’ultima stagione televisiva, la segretaria del PdElly Scheline il presidente del Movimento 5 StelleGiuseppe Contesono stati ospitati “un centinaio di volte“, mentre, ad esempio, il ministro della DifesaGuido Crosetto “solamente due.

Tutti i programmi hanno un ospite che sembra di casa e un altro che sembra in trasferta, uno che sembra in poltrona el’altro sui carboni ardenti“, aveva aggiunto l’ex direttore del Tg5, constatando come la situazione si riveli sicuramenteottima per gli ascolti televisivi, ma specificando altresì che ignorare tutto ciò significherebbe “non vedere l’elefante nella stanza“.

Nelle ore successive a quando sono state pronunciare, le parole di Mentana avevano prevedibilmente scatenato unnugolo di polemiche. Al coro si era unito anche il partito di Meloni,Fratelli d’Italiache, postando il video dell’intervista sulle sue pagine social, aveva commentato lapidario: “Il direttore Mentana ammette ciò che è sotto gli occhi di tutti:i programmi di La7 sono il megafono del Campo largo. Più che pluralismo dell’informazione, di cui tanto si vantano, sono lacassa di risonanza della propaganda contro il governo“.

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