Ignazio La Russaveste i panni istituzionali, ma lo “Gnazio” verace sbuca ogni tanto tra una risposta diplomatica e una stoccata in punta di fioretto. Durante il suo terzoVentaglio– il tradizionale incontro con l’Associazione Stampa Parlamentare prima della pausa estiva – il presidente del Senato ha toccato tutti i nervi scoperti del centrodestra. E lo ha fatto con un misto di misura istituzionale e franchezza da palco.
Zaia e il “non partito”
“Fratelli d’Italia governa 3 Regioni, la Lega 4 e Forza Italia 5. Nonostante questi numeri, non c’è stata alcuna guerra interna.Meloni ha in testa il bene della coalizione, non la gara tra partiti”.Un invito a guardare all’interesse generale, più che ai rapporti di forza post-elettorali.
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“Se uno è iscritto in un partito, si candida in quel partito. Non mi verrebbe mai in mente di fare una lista personale. E quindinon credo che Zaia correrà con una sua lista. Lo conosco bene”. La Russa chiude così, con un tono più da capofamiglia che da seconda carica dello Stato, le voci su una possibile“civica del Doge”in Veneto.
Un messaggio chiaro alla Lega: il governatore Zaia resterà dentro il perimetro del centrodestra, senza fughe in avanti. E a Fratelli d’Italia, che pure in Veneto vola nei sondaggi, arriva un invito implicito alla prudenza. L’unità della coalizione, ribadisce La Russa, viene prima delle ambizioni dei singoli partiti.
FdI non cannibalizzerà nessuno (per ora)
“Fratelli d’Italia governa 3 Regioni, la Lega 4 e Forza Italia 5. Nonostante questi numeri, non c’è stata alcuna guerra interna. Meloni ha in testa il bene della coalizione, non la gara tra partiti”. Un invito a guardare all’interesse generale, più che ai rapporti di forza post-elettorali.
L’eredità di Berlusconi? La porta è aperta
La Russa non si tira indietro neppure su uno dei grandi temi che agitano Forza Italia:la possibile discesa in campo di uno degli eredi di Silvio Berlusconi.“Gli apporti di persone qualificate sono sempre auspicabili. Se uno dei figli di Berlusconi decidesse di salire in politica, sarebbe un fattoestremamente positivo. Non solo Pier Silvio, anche Marina, Barbara, Luigi o Eleonora”.
Una dichiarazione che arriva proprio mentrePier Silvio Berlusconi non esclude un impegno politico, alimentando le indiscrezioni di un possibile “ritorno” berlusconiano sotto nuove forme. Da segnalare, però, che Marina – più volte indicata come la più “politica” dei cinque – ha sempre manifestato la volontà di restare fuori dai palazzi. Ma le dinamiche familiari, si sa, in politica possono riservare sorprese quanto quelle parlamentari.
Preferenze sì, listini bloccati no (ma anche sì?)
Parlando dilegge elettorale, La Russa si smarca dal suo stesso partito:“Sono stato l’unico a presentare un emendamento per reintrodurre le preferenze”.Una dichiarazione da manuale del politico esperto:lancia il messaggio anti-casta, ma senza rompere con le scelte strategiche della maggioranza.
Giustizia e carceri: meno barricate, più convergenze
Sul ddl Nordioe la riforma della giustizia, il presidente del Senato è netto:“Il muro contro muro dell’opposizione ha impedito modifiche migliorative”. Ma sull’emergenza carceraria il tono cambia:“La mia moral suasion non dava frutti, allora ho incaricato la vicepresidente del Senato Anna Rossomando, del Pd, di lavorare a una proposta condivisa”.
L’obiettivo? Un testo bipartisan, simile a quello usato durante la pandemia, per permettere una scarcerazione anticipata a chi sconta pene brevi per reati minori.“Qualcosa che possa passare all’unanimità”, dice. Insomma, dialogo possibile. Persino a luglio.
Trump, Biden e Meloni: politica estera con realismo
Idazi USApreoccupano, ma La Russa frena i toni.“Trump non è mai stato un riferimento per la destra, come non lo è mai stato Biden. QuandoBiden dava un bacio in fronte a Meloninessuno diceva che era succube di Biden. La premier difende solo gli interessi italiani, con chiunque ci sia alla Casa Bianca”.
Una dichiarazione che suona come difesa preventiva della linea atlantica del governo, ma con qualche dose di understatement tutto italiano.
La battuta finale: “Fammi quella cattiva”
Verso la fine dell’incontro, emerge il La Russa più scanzonato. A un giornalista che chiede“due domande”,replica:“Fammene una, quella cattiva”.E, tra il serio e il faceto, rivendica la libertà di parlare a braccio, anche quando i suoi collaboratori lo scoraggiano:“Ma io lo faccio lo stesso”.
Ignazio La Russa chiude il suo Ventaglio tra diplomazia e stile personale. Calato nei panni istituzionali, ma mai privo del gusto per la battuta e la linea politica netta. Il messaggio è chiaro:niente scissioni, sì all’unità del centrodestra, e porte aperte – se servirà – agli eredi del Cav.
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