La Russa: “Il 25 aprile? Rifarei omaggio a partigiani e caduti della Repubblica di Salò”

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Si avvicina la commemorazione del 25 aprile, quando l’Italia venne liberata dall’occupazione nazifascista nel 1945 segnando la vittoria della Resistenza. E il presidente del Senato,Ignazio La Russa, all’inaugurazione del Salone del Mobile a Milano, ricorda di quando, da ministro della Difesa sotto l’ultimo governo Berlusconi, omaggiò i caduti dellaRepubblica Sociale Italiana al Campo Xe i partigiani sepolti al cimitero del capoluogo lombardo. “Nessuno mi obbligava,– specifica la seconda carica dello Stato –ma andavo a rendere omaggio al monumento che c’è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana“.

Parole nate da una “provocazione giornalistica” e che purtroppo danno il via al dibattito in vista della ricorrenza civile che celebra la Liberazione, un appuntamento che ogni anno suscita polemiche di vario genere. Tra le ultime,“La fine dell’antifascismo” il convegno in programma il prossimo 25 aprile a Predappio, nota per aver dato i natali a Benito Mussolini, e organizzato dal quotidiano online Fahrenheit 2022 in collaborazione con Forza Nuova, e che vedrà la partecipazione del leader del movimento Roberto Fiore.

La Russa, infatti, ha ricordato un suo 25 aprile in risposta ai cronisti che gli hanno chiesto se festeggerà la Liberazione, e ai quali ha specificato che andava in forma privata “perché secondo me era un momento doveroso di una pacificazioneche, almeno quando si parla di coloro che hanno dato la vita, mi sembra doverosa.E lo rifarei”.

Insomma, la conclusione del ragionamento del presidente del Senato, in quota Fratelli d’Italia e dal passato costruito nella militanza del Movimento Sociale Italiano, è che lui rifarebbe tutto, senza alcun tipo di problema, perché come più volte viene ricordato, si tratta di un giorno che non riguarda una vicenda di folklore né di contrapposizione politica. Bensì,un giorno che dovrebbe far emergere il tema unico della pacificazione nazionale. E così, a distanza di quasi 80 anni dalla fine di una guerra mondiale che si trasformò in un conflitto civile tra italiani che si ritrovarono schierati su due fronti opposti, non si trova equilibrio di vedute sulla storia passata del Paese.

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