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Israele, Tajani: ‘Nessun pregiudizio su sanzioni Ue ai coloni, ma serve unanimità’

Nonostante quello delle misure economiche contro i prodotti degli insediamenti illegali di Tel Aviv in Cisgiordania sembra essere una posizione condivisa da tutta l'Ue, rimane aperta la diatriba sul quorum per la loro approvazione: unanimità o maggioranza qualificata? I pareri giuridici sono contrastanti

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Sullesanzioni ai prodotti degliinsediamenti di Israele in Cisgiordaniaesaminiamo la proposta, e vediamo quale sarà. Credo che debba essereapprovata all’unanimitàvisto che si tratta di una scelta politica e non commerciale. Esamineremo nel dettaglio le proposte, le valuteremo.Non siamo pregiudizialmente contrarima non so se si potrà decidere prima delle elezioni in Israele“. Così il ministro degli EsteriAntonio Tajaniai giornalisti a margine del Consiglio Affari esteri a Bruxelles, parlando degli strumenti economici per colpire icoloni violentidello Stato ebraico.

Il titolare della Farnesina ha comunque ribadito che l’Italia sostiene convintamente le sanzioni al ministro della Sicurezza Nazionale di Tel AvivItamar Ben-Gvir, alla luce del comportamento da lui tenuto in occasione dell’arresto degliattivisti della Global Sumud Flotilla, pesantemente condannato da Roma, e per le dichiarazioni offensive rivolte al nostro Paese.

Israele,Wadephul: “Volontà di sanzionare i coloni condivisa da tutta l’Ue”

Sul tema dellesanzioni contro i coloni israeliani, l’Unione europea, nonostante i numerosi proclami, fatica da mesi a trovare una quadra. Come ricordato dal ministro degli Esteri tedescoJohann Wadephul, la Commissione ha chiarito che per far passare la decisioneserve l’unanimità, visione condivisa dal governo di Berlino. “Abbiamo una posizione chiara sulla politica degli insediamenti– ha aggiunto -:non è conforme al diritto internazionale. L’ho ribadito durante la visita in Israele, sottolineando che ci aspettiamo che il governo israeliano adotti misure ferme e decisive contro i coloni violenti“. Per il titolare di Werderscher Markt, la volontà di sanzionare i prodotti degli insediamenti in Cisgiordani è comunque “una posizione unitaria, condivisa da tutta l’Ue.

Per quanto riguarda il conflitto in Libano,Wadephulha affermato che “è in corso unprocesso molto costruttivo con il governo libanesesui negoziati“, specificando come sia fondamentale che Bruxelles abbia un ruolo da protagonista nella questione, intensificando i colloqui con il governo del premier israelianoBenjamin Netanyahunonostante la campagna elettorale per le elezioni previste nel Paese ad ottobre. Dialogo che sarà importante anche per la crisi umanitaria ancora in corso nellaStriscia di Gaza, che rimane drammaticamente irrisolta.

Kallas: “Per il Consiglio europeo serve la maggioranza qualificata”

Nonostante le dichiarazioni di Tajani e Wadephul, i quali hanno chiaramente parlato diunanimità, la diatriba sul quorum per l’approvazione delle sanzioni ai coloni -unanime o a maggioranza qualificata – è viva tra i corridoi delle istituzioni europee. Da parte sua, l’Alto Rappresentante UeKaja Kallasha sostenuto che in merito vi sonopareri giuridici diversie che il servizio giuridico delConsiglio europeoha chiarito che sarà necessaria lamaggioranza qualificata. Ma, ha sottolineato ironica, “quando ci sono due avvocati, ci sono tre opinioni“.

La matassa da sbrogliare rimane fitta, ma è anche e soprattutto da come verrà affrontata la questione, e sull’efficacia delle misure, che si misurerà ilpesodell’Unione europea sullo scacchiere geopolitico globale.

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