Iran, Meloni valuta richieste di supporto militare ai Paesi alleati: ‘Attenzione, ma nessun allarmismo’

Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran prosegue senza interruzioni. La premier Meloni, ieri, ha convocato un vertice a Palazzo Chigi, il quarto in pochi giorni, per fare il punto della situazione. Allo studio dell'esecutivo: sostegni a imprese e famiglie per gli aumenti nei costi di benzina, luce e gas e aiuto militare ai Paesi del Golfo

4 Min di lettura

Ilconflittotra Stati Uniti, Israele e Iran non rallenta.Gli attacchi proseguono e cresce il timore di un allargamento con ricadute internazionali. In Italia il primo campanello d’allarme è già suonato:l’aumento dei prezzi di gas e petrolio. L’esecutivo Meloni lavora su due fronti: quelloeconomicocon possibili sostegni a famiglie e imprese e quello dellasicurezza, con richieste di assistenza militare provenienti dall’area del Golfo.

Ieri la presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, ha convocato a Palazzo Chigi un vertice con i principali membri dell’esecutivo per fare il punto sulla situazione. Attorno al tavolo i sottosegretariAlfredo MantovanoeGiovanbattista Fazzolari,il vicepremier e ministro degli Esteri,Antonio Tajani,il ministro della Difesa,Guido Crosetto, il titolare dell’Ambiente,Gilberto Pichetto Fratine, per il dossier energia, gli amministratori delegati di Eni e Snam,Claudio DescalzieAgostino Scornajenchi.

Prezzi in salita e ipotesi di intervento

Il tema più urgente è l’impatto sui mercati energetici. L’Italia non registra carenze di forniture, ma l’eventualeblocco dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero mondiale, rischia di spingere ulteriormente verso l’alto i prezzi. Benzina, luce e gas sono già sotto pressione e l’esecutivo valuta misure di mitigazione nel breve e medio periodo.

Meloni ha chiesto dimantenere alta l’attenzione su riserve e flussi di approvvigionamento per intervenire tempestivamentequalora l’escalation producesse nuovi rincari. Tuttavia, dai ministeri economici filtra prudenza: eventuali aiuti richiedono coperture finanziarie e una valutazione accurata per calibrare gli interventi sulle reali necessità di imprese e famiglie.

Le richieste di aiuto dal Golfo

Parallelamente si apre il fronte della sicurezza. Quattro Paesi del Golfo (Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrein) avrebbero chiesto all’Italia supporto militare, in particolaredroni e sistemi antimissile Samp-T, alla luce dell’intensificarsi degli attacchi e del progressivo esaurimento delle scorte difensive.

La premier ha disposto unaverifica rapida delle disponibilitàdelle Forze Armate per valutare cosa possa essere inviato agli alleati considerati strategici. Al vaglio anche un eventuale decreto per formalizzare gli aiuti. La linea diplomatica è stata sintetizzata da Tajani:condanna delle azioni iraniane contro i Paesi del Golfo, contrarietà al possesso della bomba atomica da parte di Teheran e auspicio di una soluzione negoziale che riduca le conseguenze anche per l’Italia.

Un atteggiamento improntato alla cautela, che si distingue dai toni più aggressivi del presidente americanoDonald Trump.

Le opposizioni contro Meloni

Sul piano interno, le opposizioni chiedono un passaggio parlamentare. La segretaria del Pd,Elly Schleinsollecita misure strutturali come il salario minimo e la separazione del prezzo dell’energia da quello del gas. Pd, Alleanza Verdi-Sinistra, Movimento 5 Stelle e Italia Viva chiedono che la presidente del Consiglio riferisca alle Camere.

Il vicepremier,Matteo Salviniha inizialmente annunciato un intervento di Meloni in Parlamento, per poi precisare che l’aggiornamento sulla crisi sarebbe già in corso. Non mancano frizioni anche sul piano europeo: Salvini ha criticato il presidente franceseEmmanuel Macronper le dichiarazioni sul rafforzamento della deterrenza nucleare e su un possibile “scudo” europeo, sostenendo che simili annunci non offrirebbero soluzioni concrete.

Il quadro che emerge è quello di unesecutivo impegnato a gestire un equilibrio complesso: da un lato la necessità di prepararsi a eventuali shock energetici ed economici, dall’altro la pressione diplomatica e militare di un’area in fiamme. Molto dipenderà dall’evoluzione del conflitto e dalla capacità della comunità internazionale di riportare la crisi su un terreno negoziale. Nel frattempo, anche l’Italia si muove tra prudenza e preparazione.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.