“Sappiamo cheflussi migratori incontrollati mettono sotto pressione la sicurezza dei cittadinie, quando vengono sfruttati come minaccia ibrida, anche la stabilità degli Stati“. Con queste ferme parole il presidente del ConsiglioGiorgia Melonirilancia uno dei cavalli di battaglia della sua azione di governo,il contrasto all’immigrazione clandestina.
Lo fa intervenendo a margine del vertice dellaComunità Politica Europeaa Yerevan, in Armenia, durante il panel dal titolo ”Maintaining European unity and coherence in times of polycrisis“. Il summit raduna48 capi di Stato e di governo del Vecchio Continenteper discutere su come coordinare le azioni perrafforzare la resilienza democratica, promuovere la connettività e rinforzare la sicurezza economica ed energetica.
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Meloni: “Immigrazione fuori controllo mette sotto pressione le risorse pubbliche”
Per il premier italiano l’immigrazione incontrollata incide pesantemente sull’economia di uno Stato, mettendosotto pressione le risorse pubbliche e influenzando il mercato del lavoro. Ha inoltre l’effetto di indebolire la competitività e aumentarel’incertezza e le tensioni sociali. “In definitiva, tutto questo incide sullaqualità delle nostre democrazie“, chiosa Meloni, sottolineando l’urgenza di intervenire per scongiurare tale pericolo perché “quando i cittadini percepiscono che sfide importanti non sono governate,perdono fiducia nelle istituzioni“.
E se la fiducia viene erosa, secondo il capo del governo,le persone cadono facilmente preda della manipolazione, incluso l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale. Quindi per il premier la questione non riguarda in senso stretto solo l’immigrazione, mala partita si gioca su un vari temi, tutti interconnessi tra loro: migrazione, economia, democrazia, competitività, energia, sicurezza.
Meloni: “Passare dalla capacità di reagire alla capacità di anticipare”
Ecco dunque chel’immigrazione si caratterizza come parte integrante della “poli-crisi”, richiedendo profonda collaborazione tra gli Stati. Meloni si dice soddisfatta dei passi avanti compiuti dall’integrazione europea negli ultimi anni, con l’Unione che ha dimostrato le suecapacità di resilienza, rispondendo efficacemente alle emergenze, crisi pandemica e guerra in Ucrainain primis. “Ma penso anche che ora dobbiamo fareun salto di qualità– avverte il premier –ovveropassare dalla nostra capacità di reagire alla nostra capacità di anticipare“.
Per fare ciò, è indispensabile avere una strategia di lungo periodo che si concentri non solo sui Paesi affini per visione, ma anche e soprattutto“sul nostro vicinato geografico“, in particolare sull’area del Mediterraneo. “In passato siamo stati spinti a prestare molta più attenzione ai Paesi al di là del Mediterraneo, ma oggi la sfida è ampliare questo approccio, mettendo insiemesicurezza, sviluppo ed energia nella cooperazione con i Paesi vicini“, conclude Meloni.
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