Questa mattina Il Giornale ha pubblicato un’inchiesta dove ha spiegato che ad Ilaria Salis sarebbe stato pignorato il conto corrente a seguito di un mancato risarcimento per una causa persa contro alcuni collaboratori che aveva licenziato, Valentina Dadda e Francois Gelmetti.
I suoi legali hanno risposto all’articolo sottolineando che le informazioni che sono state diffuse non sono del tutto vere e che pare che a Ilaria Salis quella notifica non sia mai arrivata, come se non risultasse la sua residenza a Milano. Non solo, sottolineano che l’Onorevole non avrà problemi a risarcire, qualora perderà la causa. Questi però non hanno smentito la notizia sul pignoramento del conto corrente.
Ilaria Salis, l’inchiesta de Il Giornale
Questa mattina Il Giornale ha riferito che il conto corrente dell’eurodeputata Ilaria Salis è stato pignorato per il mancato pagamento delle spese legali per la vicenda dei due ex collaboratori che aveva licenziato. Il pignoramento riguarderebbe il conto sul quale confluiscono anche le somme percepite da Ilaria Salis come parlamentare europea.
“Prima licenzia, senza preavviso e senza giusta causa, due assistenti parlamentari che aveva assunto appena un anno fa: e viene condannata a risarcirli. Adesso Ilaria Salis, eurodeputata di Avs, ne combina un’altra: cerca di non pagare il risarcimento ai due, perde la causa, viene condannata a risarcire le spese legali. Non paga neanche quelle. Risultato: gli avvocati degli ex dipendenti hanno fatto scattare il pignoramento ‘presso terzi’ dei beni della Salis. Significa che a venire pignorato sarà il conto corrente bancario intestato“, si legge su Il Giornale.
In primo grado a Ilaria Salis sono stati chiesti 150mila euro da risarcire a ciascuno dei due licenziati, ovvero la cifra che avrebbero percepito se fossero rimasti al suo servizio. A quel punto l’eurodeputata ha fatto appello – atteso per il mese prossimo-, ma intanto prima dell’estate ha avviato due procedimenti civili per bloccare l’esecuzione della sentenza e gli atti di precetto con cui i due ex potevano andare all’incasso. L’udienza si è tenuta ad agosto e sarebbero state respinte entrambe le richieste e Ilaria Salis sarebbe stata condannata a risarcire le spese legali.
Ilaria Salis, l’intervento dei suoi legali
Qualche ora dopo i legali di Ilaria Salis hanno risposto all’inchiesta: “Non vi è stato alcun rifiuto di pagare da parte dell’Onorevole. Nessuna richiesta di pagamento le è stata portata compiutamente a conoscenza. Salis non ha ricevuto a tale indirizzo né l’atto di precetto né l’atto di pignoramento e, a tutt’oggi, non è a conoscenza dell’esatto importo preteso né delle coordinate necessarie per effettuare il pagamento”.
Al contrario, “l’Onorevole aveva incaricato i difensori di contattare le controparti al fine di proporre una definizione rateale delle somme eventualmente dovute”. I legali precisano che la condanna è stata impugnata e sarà riesaminata dalla Corte d’Appello di Milano il prossimo ottobre.
Nella nota diffusa dai legali si legge anche: “Va infine ricordato che il giudizio di primo grado si è svolto senza che l’europarlamentare ne avesse mai avuto conoscenza. Contrariamente a quanto riportato, gli atti non le furono notificati presso la sua residenza, bensì nelle forme previste per le persone irreperibili, nonostante la sua residenza risultasse regolarmente iscritta all’anagrafe. L’Onorevole Salis non si è dunque mai sottratta alle proprie eventuali obbligazioni ed è disponibile a corrispondere quanto dovesse risultare effettivamente dovuto all’esito dei giudizi in corso, non appena le saranno comunicati l’importo e le coordinate necessarie al pagamento”.
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