Il tema della Groenlandia e dell’Artico continua a creare discussioni piuttosto complesse all’interno del parterre politico italiano. Mentre il centrodestra cerca un equilibrio che permetta al nostro governo di mantenere una posizione vicina agli Stati Uniti, dalle opposizioni giungono le ennesime critiche per l’eccessiva vicinanza dell’esecutivo alle azioni di Donald Trump.
“La politica estera di un grande Paese come l’Italia non può ridursi all’attesa e all’interpretazione di quello che dirà o farà il presidente degli Stati Uniti“, ha tuonato oggi la segretaria del Pd, Elly Schlein, aggiungendo che al momento le questioni più spinose potrebbero improvvisamente divenire un problema. “Ci saremmo aspettati una presa di posizione netta: la Groenlandia non si tocca, non si vende e non si compra, difendiamo l’integrità territoriale di uno Stato membro dell’Unione europea“, ha tuonato la leader dem, mettendo in luce le presunte mancanze del premier.
Leggi Anche
Schlein: “Meloni rischia di delegittimare l’Italia e non solo sulla Groenlandia”
Schlein ha sostenuto che ad oggi l’Italia è un Paese abbastanza forte da cercare di lasciare un’impronta a livello europeo, esprimendo una vera solidità internazionale. Un obiettivo che invece non viene raggiunto, che perché “l’unica ambizione sembra quella di essere il governo più trumpiano d’Europa“. Una posizione che però ci metterebbe a rischio, in quanto potrebbe farci scivolare nella marginalità ed entrare in contraddizione con il resto dell’Europa. O almeno, questa è la lettura della segretaria del Pd.
La segretaria dem ha poi cercato di mandare un avvertimento al premier, sostenendo che la situazione attuale non prevede solo la condivisione o meno delle dichiarazioni di Trump, ma anche la scelta di legittimare il Tycoon quando agisce fuori da ogni regola violando il diritto internazionale. Nel momento in cui questo accade, secondo Schlein si verifica il pericolo di “non riuscire a difenderti quando le minacce ti riguardano“.
Tajani: “L’Italia può svolgere il ruolo di mediatore tra Usa e Groenlandia”
Dal suo punto di vista, quindi, agire in questa maniera rischia di delegittimare a tal punto l’Italia da costringerla a rifugiarsi nelle retrovie dell’Ue. “Questo è il danno più grande che il governo Meloni sta arrecando all’immagine del nostro Paese e ai nostri interessi nazionali“, ha tuonato la leader del Pd. Sulla questione ha una visione totalmente differente il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il quale ritiene che l’Italia possa addirittura svolgere una posizione da mediatrice.
“Il presidente del Consiglio ha un dialogo con gli Stati Uniti ma anche con gli europei e credo che l’Italia, proprio per sua natura, per la sua capacità di mediazione e di saper dialogare con tutti, potrà svolgere un ruolo positivo per trovare accordi“, ha spiegato, chiarendo che ogni tipo di coercizione commerciale sarebbe deleteria per tutti gli attori in causa. L’unica strada da coltivare resta quella del dialogo diplomatico, con l’opportunità di evitare strade ben più complesse.
“Tutto si può fare anche nell’Artico insieme alla Nato in un contesto congiunto perché abbiamo interessi comuni“, ha spiegato ancora, aggiungendo che dal suo punto di vista il problema non riguarda i rapporti tra Europa e Stati Uniti, ma quelli tra Occidente e altre potenze mondiali, soprattutto le grandi autocrazie. Una posizione che non ha affatto convinto il leader di +Europa, Riccardo Magi, il quale ritiene che l’Italia di Giorgia Meloni sia passata da essere uno “stato sovrano a un suddito di Washington“.
© Riproduzione riservata


