C’è ancora confusione su come contenere i danni fatti sugli habitat marini dal famigerato Granchio Blu. Il killer di molluschi sta mettendo seriamente a rischio il nostro settore ittico. Neanche il tempo per Lollobrigida di concludere la sua visita in Spagna a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane all’estero, che già in Italia viene messo sotto accusa. Infatti, la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini in una controreplica al Senato richiede “un intervento di ricostruzione di habitat marini, dove molte specie sono già sparite ed è saltato l’equilibrio naturale a causa della presenza del granchio”.

Insomma, Lollobrigida, da una parte, vuole sfruttare al massimo le potenzialità offerte dal granchio e nel contempo aiutare i pescatori, dall’altra la senatrice Sbrollini è sempre più in apprensione per cozze, vongole, cannolicchi e, in modo particolare, le telline, da sempre preziosa risorsa ittica delle coste italiane.
Leggi Anche
Granchio blu, Lollobrigida in Spagna per sponsorizzare l’agricoltura italiana
Il ministro Lollobrigida il 3-4 ottobre è stato protagonista di un’articolata visita in Spagna, tra Vigo e Madrid, per sostenere e far conoscere il settore ittico italiano dei prodotti surgelati e conservati. Anche in questa occasione si è tornati a discutere di granchio blu. Infatti, il 3 ottobre a Vigo, il ministro ha tagliato il nastro dello stand Italia allestito dal suo dicastero alla fiera Conxemar dove è stata organizzata una tavola rotonda sul crostaceo che gli operatori italiani hanno iniziato a commercializzare. L’obiettivo resta quello di far conoscere e aprire il nostro mercato alimentare al mondo. Sfruttare al massimo il Granchio Blu rientra nella missione di Lollobrigida, ma a che prezzo?

Granchio blu, Sbrollini: “Bisogna aiutare i pescatori e ripristinare gli habitat marini”
A esprimere le sue preoccupazioni e chiedere azioni concrete a Lollobrigida è stata la senatrice Sbrollini. In una interrogazione al ministro dell’Agricoltura ha dichiarato: “Siamo preoccupati. Il granchio blu sta distruggendo la fauna ittica locale, bisogna contrastarlo e venire incontro alle richieste di aiuto degli operatori locali“. In particolare la senatrice è in apprensione per le zone lagunari del Polesine, aree legate alla coltivazione ed alla commercializzazione di molluschi: “Serve un’azione strategica di largo respiro, che coinvolga i ministeri di Agricoltura e Ambiente, nell’immediato sostegno alle imprese e ai lavoratori del settore perché a rischio ci sono migliaia di posti lavoro. Ma poi c’è la necessità di un intervento di ricostruzione di habitat marini, dove molte specie sono già sparite ed è saltato l’equilibrio naturale a causa della presenza del granchio“.
E i 2,9 milioni del decreto omnibus?
I ristori destinati a imprese, coop e consorzi danneggiati dal granchio blu arriveranno dopo che il decreto omnibus sarà convertito in legge, entro il prossimo 10 ottobre. Provvederà all’erogazione del contributo la Direzione pesca sulla base delle fatture presentate. Le richieste di ristoro dovranno essere presentate attraverso una piattaforma digitale.
Qualora il tesoretto si rivelasse insufficiente, i ristori saranno ridotti pro-quota, secondo il numero delle richieste arrivate. L’impianto attuale della norma, spiega il Sole24ore, prevede un contributo dell’80% sulle spese sostenute per attrezzare i pescherecci alla pesca del predatore e un contributo del 100% sui costi relativi al trasporto e allo smaltimento. Il ministro Lollobrigida ha ancora tempo una settimana per perfezionare il meccanismo e completare l’ascolto delle associazioni di settore.
© Riproduzione riservata


