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Italia, governo dei decreti: necessità o abuso di potere?

L'Italia, di fatto, può essere considerata come la 'Repubblica dei decreti' per la quantità dei provvedimenti direttamente emanati dall'esecutivo

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Il governo italiano è in pole position. Esiste una linea sottile tra la necessità imperativa di procedere con l’esercizio della funzione legislativa e quella di abusare di tale potere. L’Italia, di fatto, può essere considerata come la ‘Repubblica dei decreti’ per la quantità dei provvedimenti direttamente emanati dall’esecutivo.

Eppure, a dare una linea di confine è la stessa Costituzione, che nell’articolo 76 recita: “L’esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al governo se non con determinazione di principi e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti“. Il perimetro di funzione è ben tracciato, ma la Carta può essere comunque facilmente aggirabile.

Governo dei decreti: primo posto all’esecutivo Meloni

Al vaglio della ricerca di Openpolis, i governi che si sono alternati in Italia mostrano tale tendenza: “Da questo punto di vista il governo Meloni si trova al primo posto con 3,55 dl pubblicati in media ogni mese. Seguono i governi Draghi ( 3,2), Conte II ( 3,18) e Letta ( 2,78)“. L’unica differenza tra l’esecutivo Meloni e i due precedenti – Conte e Draghi – è che l’attuale esecutivo non ha dovuto affrontare un evento straordinario come il Covid-19. Ciò rimarca la tendenza a esercitare tale potere.

Ebbene, i numeri parlano chiaro: sono 39 i decreti legge deliberati da Meloni, collocandosi al sesto posto dopo i governi Berlusconi IV ( 80), Draghi ( 64) e Renzi ( 56). “È significativo comunque osservare che il governo Meloni ha già sopravanzato il primo esecutivo guidato da Giuseppe Conte ( 26) e quello di Paolo Gentiloni ( 20), nonostante questi ultimi fossero rimasti in carica per più tempo ( rispettivamente 15 e 17 mesi)” scrive Openpolis.

Governo dei decreti: Parlamento perde significato

L’espressione ‘governo dei decreti’ riassume un po’ la società di oggi: vince il ‘tutto e subito’. Non c’è confronto, manca il dialogo e in tutto questo si gioca la credibilità e il ruolo del Parlamento che perde completamente di significato. In meno di un anno il governo Meloni sembra voler battere ogni record: “Nel corso dell’attuale legislatura, le leggi approvate definitivamente sono 52 e oltre la metà di queste norme è costituita da conversioni di decreti. Parliamo del 55,8 per cento” scrive Openpolis. La decretazione sembra quindi, essere diventato il modus operandi di un governo che risponde ai problemi con la decretazione anziché affidarsi alle due Assemblee parlamentari.

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