Il ministro della Cultura Alessandro Giuli avrebbe revocato l’incarico ai vertici del proprio staff, azzerando di fatto la struttura di supporto più strettamente legata alla sua attività politica e istituzionale. Secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, i decreti di revoca riguarderebbero Emanuele Merlino, capo della segreteria tecnica, ed Elena Proietti, segretaria particolare del ministro.
La notizia, però, non trova al momento conferma ufficiale da parte del ministero. Tuttavia, le ricostruzioni giornalistiche parlano di provvedimenti già predisposti e pronti per essere formalizzati. Un evento che, se confermato, segnerebbe una rottura netta all’interno della squadra scelta dallo stesso Giuli all’inizio del mandato.
Leggi Anche
Il caso Regeni e la frattura con Merlino
Alla base della decisione nei confronti di Emanuele Merlino ci sarebbe la gestione della vicenda legata al documentario su Giulio Regeni. Infatti, il Ministero della Cultura aveva negato i finanziamenti al progetto, salvo poi promettere un intervento correttivo. Secondo quanto riferito, Merlino sarebbe stato a conoscenza della questione e non avrebbe esercitato un’adeguata vigilanza sull’iter amministrativo e sulle implicazioni politiche del caso.
Un episodio particolarmente delicato, sia per il valore simbolico della figura di Regeni sia per l’attenzione pubblica che ogni iniziativa a lui collegata suscita. La scelta di negare i fondi e la successiva marcia indietro avrebbero generato tensioni interne, che culminerebbero nella revoca dell’incarico.
La mancata trasferta a New York e le reazioni politiche sulla possibile decisione di Giuli
Diversa, la posizione di Elena Proietti. Già assessore di Fratelli d’Italia a Terni ed esponente di rilievo del partito in Umbria, Proietti sarebbe stata sollevata dall’incarico anche per non aver partecipato alla missione del ministro Giuli a New York lo scorso mese, non presentandosi in aeroporto per la partenza. Un episodio che avrebbe incrinato il rapporto di fiducia con il ministro.
Dure le parole del leader di Italia Viva Matteo Renzi sulla vicenda, che sui social ha attaccato frontalmenteGiuli, definendo la sua gestione “arrogante incompetenza” e chiedendone le dimissioni. Secondo Renzi, il ministro avrebbe appunto dato prova di “incompetenza” e trasformato il ministero in un terreno di scontro continuo, fino ad arrivare a licenziare collaboratori da lui stesso nominati. Intanto si resta in attesa di una conferma ufficiale o di una presa di posizione formale delMinistero della Cultura, la revoca dei vertici dello staff potrebbe aprire una nuova fase per il Collegio Romano.
© Riproduzione riservata













