Ilterremoto che ha scosso ieri ilministero della Culturaha messo il capo del dicastero,Alessandro Giuli,al centro delle attenzioni mediatiche. Si apprende infatti che, attorno alle 15:15 il ministro è arrivato a Palazzo Chigi pochi minuti prima della presidente del ConsiglioGiorgia Melonie vi è rimasto circa un’ora. Fonti interne riferiscono che l’obiettivo dell’incontro, richiesto da Giuli, eraconfermare e ribadire la piena sintonia all’interno dell’azione di Governo.
L’incontro ha generato non pocacuriositàvista la decisione di Giuli di cambiare i vertici del proprio staff, con i decreti di revoca perEmanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretarioGiovanbattista Fazzolari, e perElena Proietti, a capo della segreteria personale del ministro.
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L’incontro tra Giuli e Meloni
Viste lericostruzioni giornalistiche “prive di fondamento“volte a mettere in discussione la credibilità dell’operato dell’Esecutivo in cui si è parlato di presuntedivergenze di opinionetra il ministro Giuli, il presidente del Consiglio e altri esponenti del Governo, l’incontro ha avuto uno scopo specifico. Il ministro ha espresso la propriagratitudinenei confronti di Meloni e ha confermato il suo “totale sostegno al programma della coalizione di Governo“.
Tra la premier e Giuli sarebbe emerso unrapporto cordiale e proficuo anche sul piano formale. L’incontro è stato un’occasione per approfondire i principalidossier di competenzadel dicastero e analizzare glisviluppi del contesto nazionale e internazionaleche incidono sul settore di riferimento. Il ministro avrebbe inoltre illustrato leattività svolte e la programmazione in corso. Meloni, dal canto suo, avrebbe ribadito “la piena volontà di sostenere l’azione di un Ministero centrale per l’Italia”.
Le rassicurazioni della maggioranza
Tuttavia l’improvviso restauro ai vertici del ministero continua a sollevare domande. A tal proposito daFdIsono arrivati alcuni commenti. Oggi ad Andria, a margine di un’iniziativa elettorale per la candidatura a sindaco diSabino Napoletano,una giornalista ha chiesto al capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia,Arianna Melonise il ministro Giuli sia un problema per il governo.
La risposta della sorella della premier è stata breve è concisa: “State creando un caso sul niente. E’ una dinamica naturale che un ministro possa scegliere o meno il proprio collaboratore.Sinceramente non vedo la notizia”. A ridimensionare la vicenda anche il capogruppo di FdI alla Camera,Galeazzo Bignami: “Non mi sembra una cosa così enorme. Credo si possano contare numerosi casi di capi di segreteria avvicendati in tutti i ministeri, in questo governo e nei precedenti. Se sono questi gli argomenti su cui la sinistra deve fare polemica, vuol dire cheil resto va abbastanza bene“.
L’assoluta serenità del governo è ciò su cui è tornata anche la vicepresidente del SenatoLicia Ronzulli: “Il governo è stabile, forte, credibile, con visione.Un problema interno a un ministero non incide sull’azione di governo.Io vedo un governo che discute, magari, ma che però alla fine fa sempre sintesi. Dall’altra parte invece c’è un’opposizione che non riesce a trovare un punto in comune su nessun tema“.
Opposizioni all’attacco: “Giuli? Il ministro dell’arroganza incapace”
Propio dall’opposizione infatti proseguono gli attacchi. Il leader di Italia VivaMatteo Renziosserva: “Nuova puntata del caso Giuli, ilministro dell’arroganza incapace, un cavallo scosso nel palio più inutile della storia. Chi ricorda lastrafottenzacon cui Giuli iniziò il suo mandato ministeriale non rimarrà certo sorpreso vedendo la fine ingloriosa che il ministero sta facendo. E dire che la cultura in Italia potrebbe essere la vera marcia in più del Paese, ma finché hai gente come Giuli a gestirla dove vuoi andare?“.
Il capogruppo del M5s al SenatoLuca Pirondinicommenta: “Alessandro Giuli caccia il suo staff e al ministero della Cultura esplode l’ennesima faida interna di un governo che non governa più nulla. Invece di occuparsi del Paese,questa destra pensa soltanto alle proprie lotte interne.Siamo in presenza di un governo allo sbando dilaniato da una faida quotidiana. Prima finisce questa agonia, meglio è per tutti“.
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