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Giuli fa piazza pulita al Mic: via due dirigenti dopo il caso del docufilm su Regeni

Il ministro azzera tutto il suo staff e licenzia Emanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari ed Elena Proietti, capo della segreteria personale del ministro. Entrambi sono nomi di peso tra le fila di FdI e il loro allontanamento rende evidente un redde rationem in atto a destra

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Un altro terremoto sconquassa il ministero della Cultura. Il ministroAlessandro Giuliazzera tutto il suo staff e licenziaEmanuele Merlino, responsabile della segreteria tecnica del Mic e uomo di fiducia del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari edElena Proietti, capo della segreteria personale del ministro.

Giuli ancora adirato per i mancati fondi al docufilm su Regeni

Come riportato dalCorriere della Sera, il primo pagherebbe il fatto dinon aver adeguatamente vigilato suldocumentario su Giulio RegeniTutto il male del mondodi Simone Manetti – a cui il Collegio Romano ha negato i finanziamenti, promettendo poi di correre ai ripari. Fonti vicine a Giuli lo descrivono infatti come ancora fortementeadiratoper la faccenda, di cui Merlino sarebbe invece stato perfettamente a conoscenza, manon avrebbe tuttavia informato il ministro. Da parte sua, Elena Proietti, già assessore di Fratelli d’Italia a Terni ed esponente di spicco dei meloniani in Umbria, viene punita peraver disertato l’ultima missione a New York del ministero, non essendosi presentata in aeroporto.

Giuli fa fuori due figure di peso dentro FdI

Insomma, il Collegio Romano, falcidiato tra gli altri anche dai casi dellaBiennale di Veneziae del licenziamento diBeatrice Venezi, ha tutta l’aria di essere una polveriera, mentre a destra spira un vento daredde rationem. Merlino e Proietti non sono infatti due Carneadi, bensì duefigure di penso dentro Fratelli d’Italia. Il primo, infatti, è figlio di Mario – figura di spicco della destra romana, amico dell’ex capitano delle SS Erich Priebke ed ex Ordine Nuovo – ed è da sempre considerato lalonga manusdi Fazzolari al ministero, prima con Gennaro Sangiuliano e poi con Giuli.

Proietti ha la fiamma tricolore tatuata “sul costato a destra“, come puntualizzò lei stessa una volta, ed è consideratamolto vicina ad Arianna Meloni, sorella del premier e capo della segreteria politica di via della Scrofa. Si tratta dunque diesclusioni “eccellenti”, destinate senza dubbio a fare molto rumore nel partito che esprime la guida dell’esecutivo.

Lollobrigida minimizza ma le opposizioni attaccano

Da parte sua, tuttavia, Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura e capo delegazione di Fratelli d’Italia al Governo, ha tentato diminimizzare la bufera. Commentando la scelta di Giuli ha infatti genericamente parlato di“normali avvicendamenti”al Collegio Romano, specificando che Merlino e Proietti “sapranno essere utili in altri ruoli nell’ambito istituzionale, poichéla loro esperienza e capacità è indiscussa.

Dalle opposizioni però piovono attacchi a Giuli. “Si dimetta subito questoministro incompetente e arrogantee porti la sua tracotante incapacità. Il ministero della Cultura non merita un tale scempio“, tuona il leader di Italia VivaMatteo Renzi. Gli fa eco la capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, che torna sul caso dei mancati finanziamenti al docufilm su Regeni: “Giuli sosteneva di non avere responsabilità, oggi invecegiustifica con questa vicenda le dimissioni del suo staff“.

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