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Giovani e politica: dove si sposta l’impegno civile

Tra disaffezione verso i partiti e nuove forme di partecipazione, le nuove generazioni riscrivono il significato dell’impegno pubblico

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Lontani dai seggi elettorali, ma non dalla società. È questo il quadro che emerge osservando il rapporto tra i giovaniitaliani e la politica. Negli ultimi anni il tasso di astensione elettorale tra gli under 35 è cresciuto in modo significativo, mentre la presenza delle nuove generazioni nelle istituzioni continua a diminuire. Infatti, basti pensare che i parlamentari italiani conmeno di 35 annirappresentano una quota minima degli eletti e che, tra il 2018 e il 2022, il loro numero si è ridotto drasticamente, come riportato anche dall’Aspen Institute Italia.

Le ragioni di questo distacco, però, sono molteplici. Da un lato, la politica tradizionale appare spesso distante dalle esigenze concrete dei giovani, che si confrontano quotidianamente con sfide come la precarietà lavorativa, il costo della formazione e l’incertezza sul futuro. Dall’altro, l’aspetto demografico, il numero delle nuove generazioni è sempre più ridotto. Gli elettori tra i 18 e i 35 anni rappresentano appena una parte minoritaria del corpo elettorale italiano. Un fattore che purtroppo contribuisce a rendere meno centrali le loro istanze nell’agenda politica.

Il passaggio dei giovanidai partiti all’impegno civile

Se l’interesse verso la politica istituzionale sembra diminuire, di certo non si può dire lo stesso per l’impegno civile. Infatti, sempre più giovani scelgono di partecipare alla vita pubblica attraverso associazioni, movimenti e iniziativelegate a temi specifici. Ambiente, diritti civili, inclusione sociale, parità di genere e solidarietà sono oggi tra le questioni che mobilitano maggiormente laGenerazione Z.

Report recenti di Fondazione Openpolis, mostrano come la sensibilità verso il cambiamento climatico sia particolarmente diffusa tra i giovani italiani, spesso più che in altri Paesi europei. Inoltre, cresce la partecipazione ad associazioni ambientaliste e organizzazioni impegnate nella promozione della pace e dei diritti umani. Un segnale che dimostra come il desiderio di migliorare la realtà non sia scomparso, ma abbia semplicemente trovato canali diversi rispetto a quelli tradizionali dei partiti politici.

I nuovi spazi di rappresentanza per le nuove generazioni

In Italia non esiste un vero e proprio Parlamento dei giovani, ma sono presenti organismi che favoriscono il dialogo tra le istituzioni e le nuove generazioni. Tra questi ilConsiglio Nazionale dei Giovani, organo consultivo che riunisce oltre 80 organizzazioni giovanili e promuove la partecipazione attiva alla vita politica del Paese. Le Commissioni tematiche presenti all’interno del CNG sono diverse e si occupano di: cultura, sport, legalità, diritti, politiche di genere, servizio civile, cittadinanza attiva, affari esteri, lavoro, formazione, cooperazione con l’Europa, ambiente e agricoltura.

La sfida dei prossimi anni sarà proprio quella di costruire un ponte tra queste forme di impegno moderne e la politica istituzionale. Per raggiungere questo obiettivo sarà fondamentale investire nell’educazione civica e creare maggiori opportunità di accesso ai processi decisionali. Solo dando spazio alle idee e alle competenze dei giovani sarà possibile rendere la democrazia più rappresentativa e capace di affrontare lenuove sfidedel futuro.

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