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Giornata Internazionale contro l’omofobia, Mattarella: ‘Uguaglianza impegno attuale e di tutti’

In occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, oltre al Presidente della Repubblica, altri esponenti politici hanno colto l'occasione per una riflessione. Arcigay pubblica il report 2026 che raccoglie tutti i casi di discriminazione subita dalle persone della comunità Lgbtqia+ negli ultimi 12 mesi

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La politica si smuove in occasione della Giornata Internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. A rilasciare una prima dichiarazione in merito èil Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Il principio di uguaglianza e il dovere della Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e la dignitàdelle persone sono al centro della Costituzione italiana. Essisono un impegno sempre attuale che coinvolge l’intera società”. Il Capo dello Stato ha sottolineato che per abbattere i linguaggi e i comportamenti discriminatori, che persistono anche in Europa e in Italia, vi è il bisogno che le leggi vengano tradotte “in comportamenti, linguaggio, scelte orientate a costruire relazioni fondate sul rispetto”.

Arcigay, principale associazione Lgbtqia+ italiana, in occasione di tale ricorrenza ha diffuso il report 2026 che raccoglie e classifica gli atti di violenza ai danni di persone e simboli Lgbtqia+ registrati dai media italiani negli ultimi 12 mesi. Il quadro che emerge è ancora allarmante:127 episodi che rappresentano “una cifra che restituisce l’immagine di un Paese in cui l’odio non è un’eccezione, sono le parole di Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

Tra questi casi,14 sono da ricondursi all’adescamento tramite app di incontriche è “diventata un terreno di caccia per soggetti che combinano odio, omofobia e opportunismo criminale”. I dati raccontano anchetre suicidi: un ragazzo di 15 anni a Latina, una ragazza trans di 14 a Ragusa e la drag queen romana Bruno Gagliano. Gabriele Piazzoni, inoltre, specifica che anche in carcere le persone della comunità Lgbtqia+ sono vittime di casi di stupro e torture.

Giornata Internazionale contro l’omofobia: le dichiarazioni di Alessandro Zan (Pd)

Alessandro Zan, europarlamentare e responsabile diritti nella segreteria nazionalePd, ha dichiarato: “L’ultimo Rainbow Report di ILGA Europe ci fotografa in fondo alle classifiche europee,scivolati al 36° posto su 49 Paesi. In tutta l’Unione Europea, solo noi, la Polonia e la Bulgaria siamo rimasti privi di tutele contro i crimini d’odio basati su orientamento sessuale e identità di genere”.

Zan ha poi esplicitato con fermezza: “Nel nostro Paese, le aggressioni e le discriminazioni colpiscono con lamedia drammatica di una volta ogni due giorni. Questa non è una statistica astratta,sono vite spezzate, ragazzi bullizzati a scuola, persone discriminate sul lavoro o aggredite per strada semplicemente perché esistono”. L’europarlamentare aggiunge che “il governo Meloni rimane in silenzio, o peggio, soffia sul veno dell’odio alimentato stigma e discriminazioni”.

Giornata Internazionale contro l’omofobia: Russo e Rachele Mussolini (FI) si espongono

Anche alcuniesponenti di Forza Italiasi espongono sul tema.Paolo Emilio Russo, capogruppo FI in commissione Affari costituzionali alla Camera, tramite una nota dichiara: “La giornata internazionale contro l’omofobia,ricorda l’impegno a combattere ogni forma di discriminazionee che si può fare senza strumentalizzazioni ideologiche,mettendo al centro la persona, il rispetto e la libertà individuale”.

Un’altra voce FI si unisce alle dichiarazioni. È quella diRachele Mussolini, capogruppo Forza Italia in Campidoglio, che sottolinea: “Bene l’impegno delle istituzioni sul tema, ma si può, anzi, occorre fare di più. Un primo passo in tal senso potrebbe essere, ad esempio, quello di riconoscere il principio di reciproca fedeltà all’interno delle unioni civili, introdotte 10 anni fa dalla Legge Cirinnà, quale elemento di piena responsabilità morale e giuridica tra le parti che rafforzerebbe di molto il valore della stabilità relazionale nella coppie così unite”.

I dati allarmanti che ancora oggi emergono rappresentano una situazione che fatica a cambiare. Resta, quindi, di vitale importanza continuare a sensibilizzare sul tema delle discriminazioni subite dalla comunità Lgbtqia+. La sofferenza non deve mai essere silenziosa.

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