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Giorgetti, tra Pil, Mes e Patto di stabilità: gli obiettivi di crescita del governo

Gli obiettivi del governo vengono ribaditi punto per punto da Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia e delle Finanze

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Gli obiettivi del governo vengono ribaditi punto per punto da Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia e delle Finanze: tra Pil, Mes, Patto di stabilità e Pnrr. La premier Giorgia Meloni infatti, ha convocato ieri un vertice a Palazzo Chigi con i due vicepremier, Salvini e Tajani, ed i ministri Giorgetti e Fitto, il leader centrista Lupi, il senatore FI Gasparri e il capo delegazione di Fdi-Eer al Parlamento Ue, Fidanza.

Giorgetti: la frenata del Pil

Anche se il clima sembra essere di piena sintonia, i dati parlano chiaro: la crescita italiana del Pil nel 2023 sembra essere inferiore rispetto a quanto previsto dal governo, con una crescita nulla nel terzo trimestre. Il ministro dell’Economia afferma: “La crescita 2023 è soggetta a una possibile correzione al ribasso, mentre per il 2024 si conferma la stima dell’1,2%” difendendo comunque una manovra espansiva per i redditi medio-bassi e responsabile.

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Frenata del Pil in Italia

Gli errori li abbiamo fatti anche noi, Ci potranno essere proposte migliorative, entro il limite della Carta” ha poi aggiunto. Giorgetti riconosce che si è fatto meno per le imprese “bisogna considerare anche i fondi del Pnrr e il nuovo capitolo RepowerEu, che conterrà misure molto significative“.

Mes e patto di stabilità

Sul Mes ed il Patto di stabilità si apre un nuovo confronto. La Meloni non ha cambiato idea sulla logica di una strategia complessiva, che punterebbe a congelare il Meccanismo europeo di stabilità fino all’approvazione del nuovo Patto di stabilità. La premier ha il consenso di Giorgetti nel chiedere che non si torni alla regole di bilancio pre-Covid e si tenga conto dei cosiddetti “obiettivi di crescita”.

Giancarlo Giorgetti, ministro Economia
Giancarlo Giorgetti, ministro Economia

L’ingorgo in Aula ha aiutato la maggioranza nel far slittare il voto sul Mes alla Camera a dopo la riunione dell’Ecofin a dicembre. Dal Pd, invece, è arrivata una proposta di mediazione che Enzo Amendola definisce come ‘clausola alla tedesca’: ” Per cui l’eventuale futura attivazione può essere fatta solo con base elettorale della destra, la maggioranza è compatta nel non voler mettere a gara le concessioni e lavora a una legge con cui si proverà ad aggirare la procedura di infrazione Ue. La soluzione, che a sentire i meloniani arriverà entro fine anno, poggia sulla «non scarsità delle risorse“.

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