Il ministro dell’EconomiaGiancarlo Giorgettilo dice senza giri di parole: se lacrisi energeticalegata alla guerra in Iran non rientra, la parola “recessione” non è più un tabù. Uno scenario che preoccupa tutto il governo e in particolare la premierGiorgia Meloni.
Per questo Roma ha già lanciato un segnale aBruxelles: serve una sospensione delPatto di Stabilità. L’obiettivo è avere più margini per intervenire e sostenere imprese e famiglie colpite dall’aumento dei prezzi dell’energia.
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Difesa, conti pubblici e tensioni politiche
Il problema però non è solo economico. L’Italia deve anche rispettare gli impegni presi con laNATO, aumentando la spesa per ladifesa. Un tema delicato, difficile da far accettare all’opinione pubblica e che sta già creando tensioni nella maggioranza, soprattutto con laLega.
DaFratelli d’Italiaarriva una linea precisa:senza sospendere il Patto di Stabilità, aumentare le spese militari è impossibile. Una posizione che alza il livello dello scontro politico anche a livello europeo.
Economia in rallentamento e scelte difficili per Giorgetti
Il quadro economico resta fragile a causa di crescita in frenata, effetti del PNRR che si avviano alla fase finale e rincari che continuano a pesare.
Il governo sta lavorando alnuovo Documento di finanza pubblica, ma tutto dipende da un passaggio chiave: il 22 aprile Eurostat valuterà i conti italiani e deciderà sull’uscita dalla procedura per deficit eccessivo. Solo dopo arriveranno le decisioni definitive.
Partite aperte nella maggioranza
Parallelamente,Giorgia Melonivuole chiudere il riassetto del governo, con la nomina di nuovi sottosegretari, per concentrarsi sull’emergenza economica.
Si guarda anche agli equilibri interni: dopo il confronto tra il vicepremier e segretario azzurro,Antonio Tajanie la famigliaBerlusconi, Forza Italia è in fase di riorganizzazione. Sul tavolo c’è il possibile ingresso diEnrico Costacome capogruppo alla Camera, mentre resta incerto il futuro diPaolo Barelli.
Nomine e dossier ancora aperti
Restano aperti diversi fronti: dalla sostituzione di sottosegretari alla Giustizia e alla Cultura, fino alle nomine nelle autorità indipendenti comeConsobeAntitrust.
Il governo si muove quindi su più livelli, tra emergenza economica, equilibri politici e scelte strategiche. Ma tutto ruota attorno alla stessa incognita e quindi se la crisi energetica peggiora, il rischio recessione diventa concreto e lo spazio di manovra si riduce drasticamente.
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