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Manovra, Giorgetti spazientito dalle critiche su Irpef e affitti brevi: “So quello che devo fare, io agisco sul campo”

"Dalla Cgil me lo posso anche aspettare, da altri no", avrebbe ammesso davanti a fedelissimi. La Legge di Bilancio, infatti, sarà ampiamente discussa anche fuori dalla sede parlamentare. Il prossimo 12 dicembre, la Cgil ha indetto uno sciopero generale proprio sulla presunta inadeguatezza della Manovra

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Chi fa filosofia critica, chi sta sul campo agisce“, avrebbe dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, commentando le aspre critiche che hanno investito la terza manovra del governo Meloni. Il titolare del Mef è solito alle critiche, ma stavolta sembra essere stato punto nel vivo da una serie di considerazioni inaspettate, che avrebbero trasformato una Legge di Bilancio pensata e presentata con al centro il ceto medio in un testo che sembra voler favorire i redditi più alti.

Giorgetti, però, non ci sta. Le audizioni in Parlamento sulla Manovra si sono concluse e ora il ministro deve affrontare la discussione in Aula della Legge. “Sono riti sacrosanti, passaggi obbligati. Ma sono tranquillo e ascolto tutti“, avrebbe dichiarato ai suoi, mantenendo una calma glaciale che però nasconde qualche fastidio. Le critiche mossa da Bankitalia e Istat sul taglio dell’Irpef e la rottamazione, così come quelle della Corte dei Conti sull’aumento della cedolare secca sugli affitti brevi, avrebbero particolarmente infastidito Giorgetti.

Dalla Cgil me lo posso anche aspettare, da altri no“, avrebbe ammesso davanti a fedelissimi. La Legge di Bilancio, infatti, sarà ampiamente discussa anche fuori dalla sede parlamentare. Il prossimo 12 dicembre, la Cgil ha indetto uno sciopero generale proprio sulla presunta inadeguatezza della Manovra. Un attacco chiarissimo del segretario generale del sindacato, Maurizio Landini, il quale continua a sostenere che il documento non prenda affatto in considerazione i bisogni delle famiglie e dei lavoratori italiani.

Manovra, Giorgetti: “Il governo ha mantenuto la gradualità degli sgravi”

Nel bel mezzo di tutti questi attacchi, quindi, spicca la figura di Giorgetti. “Io so quello che faccio“, ha garantito, dicendosi quindi pronto ad affrontare i complessi mesi che si stagliano davanti ai suoi occhi. A bruciare di più, però, sono due critiche specifiche alla Manovra. Da un lato il taglio dell’Irpef che privilegia i redditi alti e dall’altro il pericolo che l’aumento della cedolare secca per gli affitti brevi favorisca l’evasione fiscale. Due considerazioni che non trovano l’appoggio del Mef e dei suoi esperti.

Per quanto riguarda l’Irpef, Giorgetti aveva già replicato in Senato lo scorso giovedì, dichiarando di avere grande rispetto per coloro che sono stati auditi prima di lui, per poi aggiungere che in questo momento il suo è un ruolo di decisore e non solo di professore. Il ministro ha cercato di spiegare che negli ultimi anni il governo ha ricevuto forti critiche per non aver concentrato gran parte delle sue risorse sul ceto medio.

Partendo dai più bisognosi, ovvero le fasce di reddito più basse, l’esecutivo Meloni ha cercato anno dopo anno di ampliare la platea dei beneficiari, arrivando quest’anno a presentare il taglio delle tasse dal 35% al 33% per i redditi compresi tra i 28 e i 55mila euro. Su questo punto, Giorgetti sembra scaldarsi. “Poi dipende cosa si intende per ricco: con 50 o 60 mila euro di reddito lordo annuo si può essere considerati ricchi?“, si chiede il ministro dell’Economia, aggiungendo che “con le retribuzioni di alcune di queste autorità non certamente“.

Manovra, Giorgetti: “Sugli affitti brevi non c’è rischio di evasione fiscale”

La seconda critica, quella sulla cedolare secca, arriva proprio dalla Corte di Conti. I magistrati hanno ritenuto l’aumento della cedolare secca sulle locazioni brevi un pericolo per il corretto pagamento delle tasse. In sostanza, hanno ritenuto che l’aumento dal 21% al 26% potrebbe indure i cittadini a tornare ai regimi di locazione in nero.

Un’osservazione che, secondo il Ministero di via XX settembre, non sarebbe plausibile se si prendono in considerazione le dinamiche del mercato attuali. Secondo Giorgetti, infatti, il mercato degli affitti brevi non esiste se non all’interno delle piattaforme online, che comunque applicano la ritenuta di acconto sui pagamenti dei clienti.

Giorgetti si prepara, dunque, ad affrontare questi nodi in sede parlamentare, ricordando comunque che non sarà possibile tirare troppo la coperta, che in ogni caso risulta troppo corta. “Il Parlamento è sovrano e, se vuole, può cambiare le norme. Ma bisogna rispettare le nuove regole Ue, per cui le coperture per nuove spese o minori entrate devono essere reali“, ha sostenuto il ministro dell’Economia.

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