Gianni Alemanno, l’ex sindaco di Roma,è uscito dal carcere di Rebibbia dopo quasi un anno e mezzo di detenzione. In via Majetti lo hanno accolto in molti: dai militanti del fronte della Gioventù, a quelli di Indipendenza e di Futuro Nazionale che hanno intonato il coro: “Uno di noi, Gianni uno di noi”. Ad attenderlo anche l’ex Consigliere regionale Luigi Malotti, Guido Zappavigna e Antonio Lucarelli, capo della segreteria quando era sindaco.
Il già primo cittadino della Capitale era entrato in carcere il 31 dicembre del 2024. Secondo quanto riportaRepubblica, inizialmente l’ex ministro delle politiche agricole e forestali aveva ottenuto la possibilità discontare la pena con i lavori socialmente utiliper un anno e 10 mesi per la condanna del 2022traffico di influenze illecite e abuso d’ufficio, nel quadro dell’inchiesta “Mondo di Mezzo”. Ma a causa di presunte violazioni, Alemanno è stato condotto in carcere. Pochi mesi dopo essere entrato a Rebibbia ha ricominciato a fare politica tramite il suo profilo Facebook, gestito dai suoi collaboratori, ha parlato delle condizioni del carcere.
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Gianni Alemanno su Vannacci: “Volto nuovo di speranza della politica italiana”
Una presenza attesa era quella dell’ex generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, il partito che ha assorbito il movimento fondato da Alemanno, Indipendenza. Il già sindaco ha spento immediatamente i dubbi dicendo chevedrà l’ex generale “stasera a cena”. Anche se i due “non sono d’accordo su tutto”, Gianni Alemanno parla di Vannacci come “il nuovo volto e la speranza della politica italiana”. L’ex titolare dell’agricoltura ha precisato che non intende candidarsi: “Ho già dato. Devo portare la mia esperienza, la mia capacità di fare analisi politica, di dare prospettive. Io vengo soltanto a servire, non ho nessuna pretesa”.
Gianni Alemanno, le parole appena fuori dal carcere: “Sul sovraffollamento il governo Meloni non ha fatto nulla”
Appena uscito il già primo cittadino di Roma ha parlato proprio del sovraffollamento, sul quale “il governo Meloni non ha fatto nulla”. Alemanno ha poi annunciato che vorrebbe parlare direttamente del problema con Carlo Nordio, il ministro della Giustizia.
Poco prima di lasciare Rebibbia un post aveva anticipato l’intento di denunciare la situazione nelle carceri: “Mercoledì esco, ma mi sembra di disertare una trincea:un carcere sovraffollato, persone detenute che soffocano nel caldo e mille ingiustizia di cui sono stato testimone. Un’esperienza che non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova”. La descrizione si conclude con un pensiero verso i detenuti: “Un pezzo del mio cuore rimane qui a Rebibbia, tra le mura di carceri senza giustizia, nelle celle dove si muore di caldo, negli occhi di chi cerca ancora un riscatto e una speranza”.
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