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Genova, Salvini contro il manifesto choc sul ‘Quarto reich’: “Disgustoso, non ci fermeranno”

A Milano, invece, tra gli striscioni e i cartelloni ne è apparso uno in cui sono raffigurati i volti di Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Sopra di essi delle impronte insanguinate, oppure il premier raffigurata con elmetto e la scritta: "Complice del genocidio"

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Manifesti e cartelloni contro il governo sono apparsi in tutta Italia in occasione delle proteste degli studenti italiani, che questa mattina sono scesi in strada insieme ai militanti Pro pal e gli attivisti del Fridays for Future. Oltre alle tensioni a Bologna, dove i manifestanti si sono scontrati con la polizia, con l’obiettivo di provare a raggiungere la Fiera per contestare i ministri ospiti all’assemblea Anci.

A Genova, invece, ha fatto discutere un’immagine. Un manifesto in bianco e nero, in cui sono rappresentati il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. Sotto di loro la scritta: “Il Quarto Reich“.

Un’immagine che non ha affatto divertito il ministro dei Trasporti, che ha voluto commentare duramente quanto accaduto. Sui suoi canali social, Salvini ha scritto in relazione a quanto avvenuto a Genova: “Durante la manifestazione contro il governo. Questo è il livello (disgustoso) di chi ci critica. Il loro odio e le loro menzogne non ci fermeranno“. Un messaggio chiarissimo che ribadisce la volontà del governo di continuare a rimanere in carica fino a fine legislatura.

Non solo Genova, gli altri cortei contro il governo

A Milano, invece, tra gli striscioni e i cartelloni ne è apparso uno in cui sono raffigurati i volti di Giorgia Meloni ed Elly Schlein. Sopra di essi delle impronte insanguinate, oppure il premier raffigurata con elmetto e la scritta: “Complice del genocidio“. Tra i presenti si scorge anche qualcuno che espone le immagini di Salvini, del vicepremier Antonio Tajani e del ministro della Difesa, Guido Crosetto con le mani sporche di sangue.

A Roma, invece, la manifestazione “No Meloni” si è sviluppata in due cortei differenti. Uno è partito da Piramide con i collettivi Osa e Cambiare Rotta, il secondo da viale Glorioso con i collettivi auto-organizzati dei licei. I manifestanti si sono diretti verso l’Ufficio scolastico regionale e il ministero dell’Istruzione, protetto da agenti in tenuta antisommossa.

Tra i motivi della manifestazione ci sono i tagli all’istruzione presenti nella Legge di Bilancio. Ad aprire uno dei cortei c’è infatti lo striscione “Soldi alla scuola no alla guerra. Cacciamo il Governo“. Sono anche stati esposti dei fantocci del ministro dell’Università, Anna Maria Bernini e del senatore Maurizio Gasparri.

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