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Gedi, Tajani e Salvini per il libero mercato ma: “Meglio in mani italiane” e “Si tuteli occupazione”

Intanto, dal gruppo Kyriakou si rassicura che l'Italia rappresenta un Paese in cui investire per lo sviluppo e che la linea editoriale non cambierà

3 Min di lettura

Che libero mercato sia. I due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini sembrano della stessa visione sulla vicenda della cessione del gruppo Gedi al greco Antenna di Theo Kyriakou. Solo una leggera sfumatura, un accento in più che il leader forzista tiene a porre, ovvero che rimane comunque meglio se i quotidiani italiani restassero in mani italiane.

A margine del Giubileo della diplomazia italiana, il ministro degli Esteri si concede ai microfoni dei cornisti che lo interpellano sulla questione che tanto sta facendo parlare, non solo sul fronte della politica bipartisan bensì sopratutto media e giornalisti coinvolti in prima battuta. E così, “è il libero mercato che decide, se non ci sono violazioni di legge” ma “credo che se la stampa italiana rimane in mani italiane è meglio per tutti quanti noi, per la libertà di informazione, per l’interesse nazionale“.

Insomma, parole che trovano l’appoggio del volto del Carroccio, interpellato quasi in contemporanea a Milano a margine di un evento della Lega: “Siamo in un Paese libero, quindi ognuno è libero di fare impresa e di comprare giornali, aziende, fabbriche, negozi e radio“. Il ministro dei Trasporti piuttosto focalizza le sue attenzioni sulla tutela occupazionale e ribadisce che appare “surreale che adesso occorra decidere chi compra La Stampa o La Repubblica”.

Le preoccupazioni comunque restano di sfondo, così come le incertezze di quel che ne sarà del futuro delle due testate. Per il momento, come ricorda Tajani, è avvenuto un incontro con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, per affrontare la situazione del Gruppo Gedi. “Speriamo che le cose volgano per il meglio, che sopratutto si possano conservare i posti di lavoro e che si possa sempre e comunque garantire l’indipendenza di ogni giornale“, auspica il vicepremier azzurro rimarcando come la libertà di stampa sia un “pilastro della democrazia, quindi è giusto che venga difesa“.

Ebbene, dichiarazioni che si inseriscono all’indomani dell’incontro avvenuto con il sottosegretario Barachini che ha ricevuto nella sede del Dipartimento i vertici di Gedi in relazione alla ventilata vendita di asset editoriali del Gruppo, dopo lo sciopero di La Stampa e La Repubblica indetto per ieri e la preoccupazione espressa anche dalle forze politiche ed istituzionali.

Un summit che ha fatto emergere rassicurazioni da parte del Gruppo Gedi, mentre fonti vicine al dossier riferiscono che Antenna Group considera l’Italia un Paese strategico per la propria espansione internazionale e ribadisce che ogni iniziativa industriale viene condotta con il massimo rispetto per i contesti in cui opera. Da parte sua, il governo ha assicurato, come spiegato dal Cdr de La Repubblica, che eserciterà i suoi poteri di vigilanza sulla presenza di eventuali quote extraeuropee nella compagine societaria del gruppo Kyriakou individuato come acquirente di Gedi.

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