Ancora una volta, l’Italia si presenta come un Paese colmo di opinioni diversificate. La guerra a Gaza, la situazione mediorientale in genere e la posizione del ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, si mostrano temi più divisivi di quanto finora immaginato. Sensazioni, ideologie e indignazione si mescolano e creano un quadro piuttosto confuso e offuscato della posizione italiana in merito al conflitto.
Le immagini che giungono dalla Striscia di Gaza e le dichiarazioni di Israele creano scetticismo tra i popoli, costringendoli a mettere in dubbio ogni notizia e ogni dato. Così, il 63,8% degli italiani ritiene “gravissima” la situazione, ma si spacca tra chi sostiene il governo di destra ed evita di esporsi in quanto privo di elementi per valutare la situazione (46,2%) e chi invece si ritiene vicino al centrosinistra e definisce la situazione una crisi “senza precedenti” (90%).
Da quanto si evince, la posizione politica influisce e non poco sulle percezioni del conflitto. A dimostrarlo è un sondaggio realizzato da Only Numbers e analizzato nello specifico da Alessandra Ghisleri sulle colonne de La Stampa. A rappresentare al meglio la divisione politica sul conflitto sono state le risposte alla domanda sulla responsabilità del conflitto in Medio Oriente. Il centrosinistra è più propenso a riconoscere in Israele l’iniziatore del conflitto; il M5S, Azione e i partiti di governo puntano sulla “responsabilità condivisa“, mentre gli elettori di di FdI ritengono per il 31,7% che l’unico responsabile sia Hamas.
Gaza, l’Italia indecisa sul futuro della Palestina ma anche su quello di Israele
Un dato che in qualche modo si intreccia con quello riguardante il futuro della Striscia di Gaza. Secondo il 40,6% degli intervistati è necessario riconoscere lo Stato di Palestina, rendendolo autonomo e sovrano. Al contrario, il 21,9% sostiene il bisogno di un’amministrazione internazionale temporanea. Tra questi si contano principalmente gli elettori di Lega, FdI e Azione. Particolarmente interessante la reazione al cosiddetto “Progetto della Riviera di Gaza“, ovvero una ricostruzione della Striscia che cancelli l’orrore del passato in favore di una scintillante città turistica.
Il 48,2% crede che questa ipotesi sia “inaccettabile” in quanto cancellerebbe per intero la sofferenza di un popolo. Al contrario, il 27,7% degli elettori di FdI ha dichiarato di vedere in questa ipotesi un’opportunità di sviluppo e pacificazione per il territorio. Come sottolinea Ghisleri, si tratta di una lettura che non considera il costo che verrebbe pagato dai cittadini di Gaza.
Quasi in contrapposizione con questo ultimo dato, il sondaggio di Onlynumbers evidenzia come la stragrande maggioranza della popolazione italiana incolpi il primo ministro Benjamin Netanyahu per il conflitto. Il premier avrebbe radicalizzato il Paese, ignorando le crepe interne alla Nazione e mettendone in pericolo la sicurezza. Inoltre, l’accusa vede Netanyahu capace di mettere in discussione lo stesso Israele, intaccandone la sua credibilità internazionale e il suo futuro come Stato.
© Riproduzione riservata


