Antichi Telai 1894

Gaza, Israele riaprirà il valico di Rafah: resta il nodo dell’ultimo ostaggio non consegnato

L'accordo rientra nei 20 punti del piano di pace tra Israele e Palestina. Una volta recuperate le spoglie dell'ultimo ostaggio il valico verrà riaperto

3 Min di lettura

Piccoli passi in avanti sullo svolgimento degli accordi di pace tra Palestina e Israele. L’ufficio del Primo Ministro israeliano,Benjamin Netanyahu, ha annunciato che ilvalico di Rafah, tra Gaza e l’Egitto, sarà riaperto al traffico pedonale, ma solo dopo aver recuperato il sergente maggiore Ran Gvili, l’ultimo ostaggio deceduto a Gaza.

La riapertura sarà sottoposta a rigorosi controlli

Secondo quanto riportato dall’ufficio del Primo Ministro,la decisione rientra nel cosiddetto “piano in 20 punti”varato dal presidente statunitense Donald Trump. L’apertura del valico sarà comunque sottoposta a “un meccanismo di controllo completo da parte delle autorità israeliane“, spiega il comunicato, e sarà consentito l’accesso solo alle persone, escludendo per ora quindi il transito di merci o altre attività.

Nel frattempo,le Forze di Difesa israeliane(IDF)stanno conducendo un’operazione mirataper utilizzare tutte le informazioni disponibili al fine di localizzare erecuperare le spoglie dell’ultimo ostaggio. Una volta completata la missione, il valico verrà riaperto, come stabilito dall’accordo raggiunto con gli Stati Uniti. La Casa Bianca stima che le ricerche possano richiedere qualche giorno e dunque la riapertura sarebbe prevista entro la fine della settimana.

Prima dell’inizio del conflitto, Rafah rappresentava un punto cruciale per il trasporto di merci e persone all’interno della Striscia di Gaza.Secondo l’OMS, oltre 16.500 pazienti e feriti attendono ancora assistenza medicae sono costrette a lasciare Gaza per ricevere le cure mediche adeguate. Adesso il valico, che sarebbe dovuto riaprire già nei giorni seguenti alla firma del trattato di pace a ottobre, sarà esclusivamente destinato al passaggio pedonale, previo un processo di ispezione rigoroso condotto congiuntamente dalle forze israeliane ed egiziane.

La decisione non è passata inosservata e ha suscitato alcune critiche interne. Ministri israeliani di estrema destra hanno definito la riapertura un “grave errore” e un “messaggio sbagliato” nei confronti di Hamas, ribadendo come il gruppo non sia ancora stato completamente neutralizzato.

La famiglia di Gvili: “Riapertura solo dopo che Ran tornerà a casa”

Anche lafamiglia di Gviliha espresso la propria posizione in merito: “Prima di tutto, Ran deve tornare a casa”, ha dichiarato la famiglia, ribadendo che ogni decisione sulla riapertura deve avvenire solo dopo il recupero dell’ultimo ostaggio, così come sancito dall’accordo.

Con questa riapertura controllata di Rafah, Israele prova a mediare un contesto geopolitico delicato, conciliando le esigenze di sicurezza di Tel Aviv con la pressione internazionale e umanitaria, che da ottobre continua con insistenza a chiedere azioni concrete a tutela dei palestinesi e la definitiva fine delle ostilità.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.