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Fratoianni sempre più critico: “Su Gaza non bastano firme, servono sanzioni contro Israele”

L'Italia deve darsi uno scossone per evitare che arrivi sempre per ultima di fronte alle mobilitazioni internazionali. "Di fronte al primo genocidio in diretta tv, che ogni giorno ci mostra morte, distruzione, bambini uccisi dalla fame, dilaniati dalle bombe, occorre un'iniziativa qui e ora", ha spiegato il leader di Avs

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A non far nulla si diventa complici“, questo è l’assunto di fondo diNicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, sempre più critico nei confronti dell’immobilismo italiano di fronte alla crisi umanitaria in corso a Gaza. L’aviolancio degli aiuti, lafirma del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di una Dichiarazione congiunta dicondanna dell’occupazione di Gaza da parte di Israelee i timidi accenni di critica che provengono da Giorgia Meloni, non sono sufficienti per soddisfare il centrosinistra.

Le opposizioni chiedono interventi concreti e funzionali che possano realmente porre fine alla guerra a Gaza. Fratoianni lo spiega nel corso di un’intervista aLa Repubblicain cui sottolinea lemancanze dell’esecutivo Melonie i primi accenni di un cambio di postura che si stanno manifestando in queste settimane. Eppure, al centrosinistra resta l’amaro in bocca per quanto non fatto fino ad ora. La linea di pensiero è che le condanne sono ben accette, ma non sono sufficienti per porre fine ad un conflitto.

Dai governi e dalla comunità internazionaleci aspettiamo fatti concreti, non solo parole“, ha spiegato il leader di Avs, sottolineando che la firma di Tajani sulla Dichiarazione congiunta con altri 9 Paesi non è abbastanza e deve essere seguita da operazioni più incisive che spingano Israele a porre fine al conflitto. Fratoianni ha spiegato che le parole dei Paesi firmatari non sono sufficienti, se non allineate con lasospensione dell’accordo di associazione Ue-Israeleo asanzioni durecontro l’economia dello Staro ebraico.

Fratoianni: “Sanzioni solo alla Russia e niente contro Israele”

Inoltre, la firma di Tajani a seguito delle decisioni finora prese dal governo italiano risulterebbero secondo il deputato di Avs piuttosto “ipocrite“. L’immobilismo del governo rimane, in parte ammorbidito da questi interventi che però non avrebbero alcun effetto concreto sul conflitto.

Di fronte alla comunità internazionalenon sei credibile se, insieme al resto d’Europa, infliggi alla Russia 18 pacchetti di sanzioni e a Israele neanche mezzo“, ha continuato il leader di Sinistra Italiana, esortando il Presidente del Consiglio a prendere una posizione dura nei confronti di Gerusalemme. Fratoianni non nega, comunque, che a pesare sulle scelte dell’Italia vi sia la volontà di non indispettire il presidente Usa,Donald Trump, che continua a sostenere l’azione di Benjamin Netanyahu.

Fratoianni: “Su Gaza pesa la subalternità a Trump”

Il nostro governo dinanzi a lui si comporta come uno scolaretto“, ha spiegato il deputato, ricordando come l’Italia abbia accettato senza proteste l’aumento al 5% del Pil delle spese militari. Questa subalternità sarebbe poi aggravata da quello che Fratoianni ha definito un “malinteso senso dell’amicizia nei confronti di Israele“, che dovrebbe essere sostituito da una volontà di isolamento per porre fine agli attacchi contro la popolazione civile di Gaza.

L’Italia, insomma, deve darsi uno scossone per evitare che arrivi sempre per ultima di fronte alle mobilitazioni internazionali. “Di fronte al primo genocidio in diretta tv, che ogni giorno ci mostra morte, distruzione, bambini uccisi dalla fame, dilaniati dalle bombe,occorre un’iniziativa qui e ora“, ha concluso Fratoianni, esortando ancora una volta il governo a prendere una decisione.

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