Da qui a poche ore il primo ministro della Francia,Francois Bayrou, presenterà le suedimissioni. L’epilogo di un governo durato solo 9 mesi, rivelandosi incapace di unire l’Assemblea Nazionale e abbattere la pericolosa stagione del “sovrindebitamento” francese. E se qualcuno sottolinea come lacrisi francesepossa in qualche modo mettere in luce la situazione ben più stabile dell’Italia, altri ricordano i pericoli che si nascono dietro il collasso di una delle principali economie europee.
Non c’è necessità di festeggiare sugli errori di chi vive le nostre stesse situazione, di chi, come noi, è inserito a pieno titolo all’interno dell’Unione europea. Prima la stagnazione tedesca con l’ex cancelliere Olaf Scholz e poi la crisi del debito pubblico francese hanno permesso all’Italiadi riguadagnare consensi e fiducia, anche dalle agenzie di rating. Eppure, sembra che si tratti di unsuccesso ottenuto più per demerito altrui che per merito nostro.
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Francia, che pericoli rappresenta l’estrema destra francese per l’Italia?
Con la nascita del quarto governo francese in tre anni, ancheper l’Italia si apre una stagione complessa nella consapevolezza dello stretto legame tra Roma e Parigi. A confermarlo per primo è stato il ministro degli Esteri,Antonio Tajani, il quale ha sottolineato come “l’instabilità in Francia non faccia bene a nessuno“, proprio in quanto si tratta di un Paese fondatore dell’Unione europea. In particolare, il leader di Forza Italia ha ricordato come Parigi sia una delle più delle principali economie europee.
La speranza del vicepremier forzista è chela crisi economica francese non avvantaggi“i partiti di destra né di estrema sinistra“. Come sottolineaMassimo FrancosuIl Corriere della Sera, il rischio più probabile è che le elezioni anticipate possano portare alla ribalta i partiti dell’estrema destra francese. Il Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella è la forza politica al momento favorita dai sondaggi, con consensi al 33%.
Una vittoria simile per il nostro Paese potrebbe portare un risultato paradossale.Giorgia Meloni ha assunto una posizione di forte allineamento all’Unione europea e alla Natosulla questione ucraina. Una vittoria di Le Pen che, come Matteo Salvini, vorrebbe adottare una linea di pacifismo anche sul fronte della guerra a Kiev, rendendo più difficile il contenimento delle parole del leader di Salvini, così come il mantenimento del profilo atlantista di questi anni.
La caduta di Bayrou, inoltre, serve da insegnamento anche al governo italiano. Il debito pubblico francese ha pesato come una scure sulle spalle del primo ministro francese, portandolo alla disfatta. La soddisfazione tutta italiana della ripresa, seppur timida, dei conti pubblici italiani non deve permettere al governo di crogiolarsi sui suoi successi. Come spiegato daMarcello Sorgisulle colonne deLa Stampa, sarebbe un grave errore dimenticare chela disciplina non deve essere abbandonata in favore di distrazionio “promesse a vanvera“.
L’Italia libera dalla prigione della crisi economica resta cauta sui conti
La crisi francese sembra all’Italia quasi un ricordo delle situazioni del passato, quando la crisi dei conti pubblici appariva veramente come quella “prigione” descritta da Francois Bayrou di fronte all’Assemblea nazionale francese. Anche per questo, dopo gli errori del passato,Giorgia Meloni è divenuta la prima sostenitrice della prudenza finanziaria e del rispetto del bilancio europeo. L’Italia sembra aver imparato la lezione, scegliendo la cautela e la prudenza come i capi saldi della sua nuova politica economica.
Il crollo del governo francese ricorda, però, a Roma la precarietà della sua situazione, quasi come un segnale che, anche quando la situazione è positiva, i pericoli sono sempre dietro l’angolo.Giancarlo Giorgetti, come sottolineaLina PalmerinisuIl Sole 24Ore,è riuscito a non cadere nel populismo economicoe, con pragmatica attenzione, ha pian piano portato a conclusione i punti del suo piano fiscale, tanto da ottenere uno dei riconoscimenti più importanti: la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha assicurato all’Italia che presto uscirà dalla procedura di infrazione imposta dai controllori di Bruxelles. Un passo nella direzione giusta in un percorso che si presenta comunque costellato di ostacoli.
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