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Francesca Albanese, la Francia chiede le dimissioni della relatrice Onu: “Parole inaccettabili su Israele”

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Il ministro degli Esteri della Francia, Jean Noel Barrot, ha annunciato che la Francia richiederà formalmente le dimissioni della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi, Francesca Albanese. Una decisione giunta a pochi giorni di distanza dalla partecipazione in videochiamata della rappresentante Onu all’ Al Jazeera Forum, un evento di tre giorni organizzato dal network qatariota e dedicato al Medio Oriente.

La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese” pronunciate sabato scorso, “che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo è in quanto nazione“, ha spiegato il ministro francese, nel corso del suo intervento all’Assemblea Nazionale. La richiesta di Parigi sarà presentata il prossimo 23 febbraio al Consiglio dei Diritti dell’uomo dell’Onu.

Francesca Albanese, il motivo della richiesta di dimissioni

Il riferimento, quindi, è alle dichiarazioni della relatrice speciale nel corso dell’intervento che si è svolto lo scorso 7 febbraio. Albanese sarebbe intervenuta in un panel parte dell’evento, durante il quale ha sostenuto che “la maggior parte del mondo ha armato un nemico comune per l’umanità“. La critica della Francia sarebbe duplice. Da un lato, la rappresentante è stata accusata di aver parlato genericamente della Nazione di Israele, non citando invece lo specifico governo di Benjamin Netanyahu; dall’altro non avrebbe condannato le azioni compiute dall’organizzazione terroristica di Hamas.

Nei giorni scorsi, lo stesso Stato ebraico aveva duramente criticato l’intervento di Albanese. L’ambasciatore israeliano all’Onu, Danny Danon, aveva definito “assurdo” il fatto che un rappresentante delle Nazioni Unite abbia preso parte ad un evento in cui erano presenti il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, e il capo estero di Hamas, Khaled Meshaal.

Hillel Neuer, direttore esecutivo di “Un Watch”, si è rivolto direttamente al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, chiedendogli di prendere una posizione forte sul caso. “In quanto membro del Consiglio per i diritti umani, quando uno dei suoi relatori partecipa a una conferenza con un terrorista e poi descrive lo Stato ebraico come un nemico dell’umanità, ha il dovere di parlare e di chiedergli conto delle sue azioni“, ha dichiarato.

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