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Forza Italia, resa dei conti tra Tajani e Marina Berlusconi: il nodo è su Paolo Barelli

Attesissimo il faccia a faccia tra Antonio Tajani e Marina Berlusconi. L'incontro potrà decidere la nuova fase di Forza Italia tra congressi, nomine e riassestamento degli equilibri interni. Un nodo problematico per il momento è costituito dalla figura di Barelli

3 Min di lettura

L’incontrotraMarina Berlusconie il ministro degli Esteri, nonché segretario di Forza Italia,Antonio Tajaniè atteso al più tardi all’inizio della prossima settimana. Tuttavia a Roma viene già considerato un passaggio decisivo per il futuro del partito. Formalmente appare come un confronto ordinario ma nella sostanza si tratterebbe di unmomento chiave per ridefinire gli equilibri, la strategia e la classe dirigente del partito berlusconiano.

La presidente di Fininvest, sempre più punto di riferimento dell’area critica, spinge infatti per unrapido rinnovamento e per una linea politica più chiaramente liberale, in continuità con l’eredità di Silvio Berlusconi. All’indomani della sconfitta del Sì al referendum e dell’instabilità del governo, l’obiettivo sempre più sentito è quello di evitare un lento declino del partito. A questo scopo la richiesta è quella di un cambio di passo sia nelle idee sia nei nomi.

Le richieste di Forza Italia e il nodo Barelli

Tajani, dal canto suo, resta l’unico leader non realmente in discussione, ma dopo i fatti recenti è chiamato a dare risposte concrete. Finora ha scelto una linea prudenterespingendo le epurazioni e optando per una redistribuzione degli incarichicon l’obiettivo di mantenere la coesione.

Un primo segnale è arrivato al Senato, con l’avvicendamento traMaurizio Gasparri e Stefania Craxialla guida del gruppo, dopo un voto interno che aveva evidenziato forti malumori. Ma il riassetto è tutt’altro che concluso e il caso più delicato riguarda il capogruppo alla Camera,Paolo Barelli.

Considerato fedelissimo di Tajani e legato anche da rapporti personali, Barelli è oggi indebolito edifficilmente resterà al suo posto senza garanzie.L’ipotesi sul tavolo è un suospostamento nel sottogoverno, con una posizione di peso. Tra le opzioni circolano incarichi vacanti, come quelli al ministero della Giustizia o della Cultura, ma non si escludono soluzioni più rilevanti, anche su dossier strategici come energia o sicurezza.

Tajani prende tempo

Il vicepremier starebbe lavorando con gli alleati per trovare una via d’uscita che eviti strappi e, soprattutto, il rischio di una raccolta firme interna contro l’attuale assetto. In questo quadro, icongressi regionalidiventano il vero terreno di scontro. Per il segretario sono uno strumento perconsolidare la leadership, mentre l’area vicina ai Berlusconi chiede di rinviarli e affrontare prima la redistribuzione degli incarichi.

Il confronto tra le due linee è aperto. Da una parte la necessità di tenere unito il partito, dall’altra la richiesta di un cambiamento più netto. L’incontro tra Tajani e Marina Berlusconi servirà a capire se sarà possibile trovare un equilibrio o se le tensioni sono destinate a crescere, con ripercussioni anche sulla stabilità della maggioranza di governo guidata daGiorgia Meloni.

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