Il vicepremier e segretario diForza Italia,Antonio Tajaniha lasciato gli studi Mediaset di Cologno Monzese dopooltre quattro ore di confrontoconMarina Berlusconi e Pier Silvio Berlusconi.Rispetto all’incontro di luglio, il clima è apparso più formale: niente saluti calorosi nel cortile ma, piuttosto, un’uscita più rapida e riservata. Al tavolo ancheGianni Letta e Danilo Pellegrino.
La versione ufficiale parla di unincontro “cordiale e amichevole”,con fiducia rinnovata a Tajani e una linea condivisa per rilanciare Forza Italia nel segno dei valori del fondatoreSilvio Berlusconi. Ma dietro le quinte, il confronto sarebbe stato più acceso.
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Forza Italia: tensioni e nomi in campo
Uno dei punti più delicati riguarda laguida del gruppo alla Camera. Dopo il cambio al Senato, ora tocca a Montecitorio: il nome diPaolo Barelli,vicino a Tajani, non convince la famiglia. I Berlusconi avrebbero invece spinto perGiorgio Mulè,con cui Tajani è da tempo in contrasto. Uno scontro che, secondo indiscrezioni, avrebbe portato il segretario a valutare persino le dimissioni.
La soluzione proposta da Tajani èEnrico Costa: figura meno schierata, considerata un possibile punto di equilibrio. La famiglia avrebbe lasciato a lui la decisione finale ma il passaggio resta delicato anche per le dinamiche interne al gruppo.
Congressi e strategia: due visioni diverse
Altro terreno di scontro è quello deicongressi. Tajani spinge per accelerare con quelliregionaligià nei prossimi mesi, mentre i figli del Cavaliere preferiscono rallentare. L’idea èprocedere solo dove c’è accordointernoed evitare scontri nelle regioni più tese, come Puglia, Campania, Sicilia, Lombardia e Sardegna.
Il vero obiettivo della famiglia èarrivare al congresso nazionale dopo le prossime elezioni politiche, quando sarà più chiaro il peso reale del partito. In questo senso, la fiducia a Tajani appare solida ma non incondizionata.
Il futuro politico di Forza Italia
Al di là dei nomi e delle scadenze, il punto centrale è lastrategia. Per i Berlusconi,Forza Italia deve tornare centrale nello scenario politico, recuperando autonomia e capacità di dialogo. Con un quadro politico in evoluzione e un centrosinistra tornato competitivo,l’obiettivo è costruire un partito capace di essere decisivo in qualsiasi maggioranza futura.
In questa visione si inserisce anche il cosiddetto “modello tedesco”, ispirato all’attuale governo guidato da Friedrich Merz: una possibile coalizione ampia ed europeista. Una prospettiva che avrebbe ancheriflessi economici,considerando gli interessi del gruppo Fininvest e il progetto di un grande polo europeo dei media. Non a caso, la presenza di Pellegrino al vertice conferma quantopolitica e industria restino strettamente intrecciate.
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