Fondazione Milano-Cortina, il gip invia atti alla Consulta: “Decreto governo è incostituzionale”

Nel provvedimento viene infatti chiarito come "si ritenga che vi siano ragioni per dubitare della legittimità costituzionale per violazione degli articoli 3, 77, 11 e 117 comma 1 della Costituzione" in relazione anche alla direttiva UE 2014/24 e alla convenzione di Merida delle Nazioni Unite contro la corruzione adottata  dall'Assemblea generale dell'ONU

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Caos nelle indagini riguardanti le Olimpiadi di Milano-Cortina, a seguito della decisione della Giudice per le indagini preliminari di Milano di sollevare davanti alla Consulta la questione di legittimità costituzionale nei confronti del decreto del governo Meloni del 2024, poi convertito in legge, che conferma la qualificazione come ente di diritto privato della Fondazione Milano-Cortina.

La decisione arriva a seguito della richiesta della Procura, a sua volta successiva all’inchiesta milanese che riguarda presunti affidamenti diretti pilotati che si sarebbero verificati tra il 2020 e il 2021, in cambio di ipotizzate tangenti per i servizi digitali. Secondo i pubblici ministeri, la Fondazione sarebbe invece un “organismo di diritto pubblico” e non privato, per cui il decreto ha bloccato le indagini della Procura.

Per il momento, la giudice ha sospeso il giudizio sui sette indagati del procedimento, in quanto la Corte Costituzionale dovrà esprimersi sul decreto del governo e decidere se sia costituzionale oppure no. Nello specifico, al centro della questione vi sarebbe una norma del decreto che violerebbe una direttiva dell’Unione europea del 2024.

Fondazione Milano Cortina, il provvedimento del gip

Nel provvedimento viene infatti chiarito come “si ritenga che vi siano ragioni per dubitare della legittimità costituzionale per violazione degli articoli 3, 77, 11 e 117 comma 1 della Costituzione” in relazione anche alla direttiva UE 2014/24 e alla convenzione di Merida delle Nazioni Unite contro la corruzione adottata  dall’Assemblea generale dell’ONU.

Viene inoltre indicato come il 15 aprile scorso la Procura abbia presentato una richiesta di archiviazione per i reati di turbativa d’asta e corruzione in relazione alla modalità di aggiudicazione delle gare relative ai servizi digitali della Fondazione Milano-Cortina. Secondo le carte, il decreto del governo Meloni avrebbe escluso “l’attribuzione della qualifica di organismo di diritto pubblico“, nonostante “la sussistenza dei requisiti previsti dalla direttiva” europea 2014 del 2024.

Questo sarebbe poi avvenuto “con incidenza in un procedimento che ha ad oggetto fattispecie penali, come la corruzione, che sono anche oggetto di uno specifico obbligo sovranazionale di penalizzazione“. In questo senso, viene citata la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione.

Fontana: “Per organizzare un evento come le Olimpiadi serve elasticità”

Sulla questione è intervenuto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, specificando che il governo aveva stabilito che la Fondazione che avrebbe dovuto avere in gestione l’organizzazione dei Giochi, dovesse essere di diritto privato. “Improvvisamente salta fuori che è di diritto pubblico e cambia tutto“, ha tuonato, ricordando che per organizzare un evento come quello delle Olimpiadi è necessaria una elasticità che il pubblico non ci consente di avere“.

Secondo il governatore, i magistrati sarebbero impegnati nel mettere delle zeppe in un’organizzazione che sta funzionando e sta dando risposte eccellenti“. Il prossimo passo è quello di attendere la decisione della Corte Suprema, nella consapevolezza che “tutti i comportamenti commessi in vigenza della legge in questione credo escludano la sussistenza di qualunque reato“. Fontana ha inoltre voluto specificare di credere che sia “anomalo” il comportamento avuto dalla Procura.

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