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Flotilla, Meloni rilancia: “Si fermi ora”. Marina israeliana pronta a prendere il controllo delle navi

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Il premier Giorgia Meloni torna a chiedere alla missione umanitaria Flotilla difermarsi e di ascoltare l’appello del Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Un richiamo che torna alla ribalta dopo l’annuncio del piano di pace tra israeliani e palestinesi lanciato dal presidente a stelle e strisce, Donald Trump. Piano scandito in 20 precisi punti che è stato accettato anche dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu.

Piano per bollare la pace in Medio Oriente che per il presidente del Consiglio significa solo una cosa: “Si è finalmente aperta unasperanza di accordo per porre fine alla guerra e alla sofferenzadella popolazione civile palestinese e stabilizzare la regione“.

Una speranza che poggerebbe, spiega Meloni, su quello che definisce un equilibrio fragile, “che in molti sarebbero felici di poter far saltare” e in questo scenario, il timore del premier è che un pretesto possa essere dato proprio dal tentativo della Flotilla di forzare il blocco navale israeliano. “Anche per questo ritengo che laFlotilla dovrebbe fermarsi ora e accettare una delle diverse proposte avanzateper la consegna, in sicurezza, degli aiuti“, rimarca e rilancia il presidente del Consiglio in una dichiarazione nel tentativo nuovo di ricevere apertura dagli attivisti.

“Ogni altra scelta,– avverte infatti il premier –rischia di trasformarsi in un pretesto per impedire la pace, alimentare il conflitto e colpire così soprattutto quella popolazione di Gaza alla quale si dice di voler portare sollievo“, ribadisce il premier ammonendo con un caustico: “E’ il tempo della serietà e della responsabilità“.

Ma dalla Flotilla le voci sono compatte. “Non ci fermeremo perché pensiamo che in acque internazionali bloccarci sia un atto illegale“, replica il dem Arturo Scotto, uno dei quattro parlamentari italiani a bordo della flotta. E così, solo nel momento in cui dovesse arrivare l’alt dalla marina israeliana, o da qualsiasi altro mezzo militare,saremo costretti a fermarci, per evitare di mettere a rischio la sicurezza nostra e degli equipaggi. Esattamente quello che faranno tutte le barche della Flotilla“.

Intanto, la Flotilla si trova ad un centinaio di miglia dalle coste della Striscia, dove peròla Marina israeliana si prepara nella notte a prendere il controllo delle 45 imbarcazioni umanitarieche ospitano a bordo circa 500 attivisti, tra cui circa 50 italiani. Insomma, la linea resta quella: Israele aveva promesso che avrebbe fatto rispettare il blocco navale che ha imposto sulle acque di Gaza. La Marina, quindi, avrebbe intenzione di trasferire gli attivisti su una grande nave militare e di rimorchiare le imbarcazioni verso il porto di Ashdod, con la possibilità che alcune vengano affondate in mare.

Tel Aviv, nel frattempo,fa sapere di aver trovato dei dossier ufficiali che proverebbero come Hamas sia coinvolto in modo diretto nel finanziamento della flottiglia Sumud. Notizia ripresa anche dalle Idf che, pubblicando i documenti in questione, puntualizzano senza troppi giri di parole che “queste navi sono segretamente di Hamas“.

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