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Flotilla, la delegazione italiana resta a bordo, Tajani specifica: “Sanno dei rischi”

Il titolare della Farnesina ha aggiunto di essere pronto ad aprire un dialogo con la portavoce italiana dalla Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, che ieri ha lasciato la Flotilla per rientrare in Italia "al fine di condurre un dialogo diretto con le istituzioni"

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LaGlobal Sumud Flotillaè pronta per salpare verso la costa della Striscia di Gaza. La missione umanitaria con a bordo circa50 cittadini italiani, tra attivisti e parlamentari, continuerà senza freni, nonostante l’appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e della politica bipartisan affinché accettasse la proposta del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

La spedizione è tornata a spiegare chel’obiettivo finale dell’operazione non è semplicemente quello della consegna degli aiuti. Il proposito degli attivisti è tenere alta l’attenzione su quanto accade all’interno della Striscia di Gaza. Inoltre, c’è sempre il proposito di rompere il blocco navale nella Striscia, un gesto simbolico ma che secondo l’organizzazione della Flotilla è fondamentale.

Ridurre la Global Sumud Flotilla al solo scopo(seppur importantissimo)della consegna degli aiuti umanitari è strumentale al boicottaggio della missione, e quindi all’ennesimo sostegno alle illegalità di Israele“. Circa una decina di attivisti italiani hanno deciso di abbandonare la missione in mare e continuare a seguirla da terra per motivi personali. Viene però specificato che questi non hanno abbandonato il proposito della spedizione.

Flotilla, Tajani: “La spedizione è stata avvisata dei pericoli”

Immediato il commento del ministro degli Esteri,Antonio Tajani, il quale ha ribadito che lo Stato italiano “ha detto quali sono i pericoli” a cui la missione va incontro. Quando entrerà nelle acque israeliane, l’Italia e gli altri Paesi non potranno fare nulla per fermare gli attacchi di Israele.L’auspicio, quindi,è che la missione decida di dare i beni umanitari a una forza di mediazioneche poi li porti in sicurezza alla popolazione palestinese.

Poi,fino a che noi possiamo fare qualcosa per scongiurare rischi per i cittadini italiani, lo facciamo. Se poi entrano dentro, li assisteremo là“, ha continuato Tajani, sottolineando comunque che la fregata italiana che li accompagna non svolge la funzione di scorta, ma solo quella di soccorso. “Non andranno ad uno scontro a fuoco con Israele, non possiamo assolutamente mettere a repentaglio la vita dei nostri marinai“, ha sostenuto il leader di Forza Italia.

Il titolare della Farnesina ha poi aggiunto di essere pronto ad aprire un dialogo conla portavoce italiana dalla Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, cheieri ha lasciato la Flotilla per rientrare in Italiaal fine di condurre un dialogo diretto con le istituzioniper garantire l’incolumità dei membri italiani dell’equipaggio e il raggiungimento degli obiettivi della missione nel rispetto del diritto internazionale“.

Flotilla, Schlein: “Ricordiamo che chi viola il diritto internazionale è Netanyahu”

All’appello di Tajani si è aggiunto anche quello della segretaria del Pd,Elly Schlein, la quale ha innanzitutto ricordato di essere in contatto costante con la Flotilla, con il governo e con il cardinale Zuppi al fine di trovare una soluzione sicura per il proseguimento della missione.

Quello che noi possiamo fare è invitare a proseguire il dialogo partito tra la Flotilla e il Patriarcato Latino“, ha spiegato, aggiungendo di condividere a pieno il messaggio del presidente Mattarella, il quale ha comunque voluto evidenziare l’importanza umanitaria della missione. “Ricordiamo che chi sta violando ogni norma del diritto internazionale e umanitario è Netanyahu e che questi attivisti vanno protetti“, ha concluso la leader del Pd.

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