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Fitto pronto per l’Ue, ma resta il vuoto in Italia: chi sono le papabili scelte di Meloni

Al momento la questione sembrerebbe blindata. Nessuno osa fare passi in avanti o lasciar trapelare le reali intenzioni del Presidente del Consiglio. Si vocifera, però, che la decisione possa arrivare nei prossimi giorni, addirittura all'inizio della prossima settimana

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Il governo Meloni ha detto addio, almeno per il momento, a Raffaele Fitto. L’ex ministro degli Affari europei, con delega alla Coesione e al Pnrr, volerà presto a Bruxelles per vestire ufficialmente i panni di vicepresidente esecutivo Ue. Una nomina sudata, come hanno dimostrato i tentennamenti in sede di voto, dopo il blocco durato quasi una settimana e infine il voto favorevole, grazie allo sblocco sul nome della socialista Teresa Ribera. La casella occupata da Fitto, nell’esecutivo attuale, è ora vuota e spetta a Giorgia Meloni trovare il nome o i nomi giusti per sostituirlo.

Al momento la questione sembrerebbe blindata. Nessuno osa fare passi in avanti o lasciar trapelare le reali intenzioni del Presidente del Consiglio. Si vocifera, però, che la decisione possa arrivare nei prossimi giorni, addirittura all’inizio della prossima settimana. Giorgia Meloni non lascia trasparire tentennamenti o timori mentre riflette sul futuro di un ruolo fondamentale, visti gli ottimi risultati registrati dall’Italia per quanto riguarda il Pnrr (Piano nazionale di rinascita e resilienza), e al momento la certezza resterebbe solo una: il nuovo ministro, o le figure a cui verranno affidate le deleghe di Fitto, usciranno dal partito di Fratelli d’Italia.

Il vicepresidente Ue Raffaele Fitto
Il vicepresidente Ue Raffaele Fitto

Giorgia Meloni è pronta ad un mini rimpasto, anche nel caso delle dimissioni di Daniela Santanchè, ma non vorrebbe smuovere troppo le tessere del puzzle che compongono la maggioranza. Se Fitto, di FdI, lascia il suo ruolo, questo dovrà essere sostituito da un altro membro di partito o comunque da un nome esterno che dovrà essere deciso soltanto dal premier.

Le riflessioni sul dopo-Fitto

Giorgia Meloni ha dovuto rinunciare ad un fedelissimo, con la prospettiva di aver fatto guadagnare all’Italia un ruolo di grande importanza a Palazzo Berlaymont a Bruxelles, ed ora l’obiettivo di Palazzo Chigi è presentare una nomina che non scuota la maggioranza e che non crei nuovi attriti tra gli alleati di governo. La sostituzione di Fitto non sembrerebbe però la decisione più semplice per la premier, tanto che sembrerebbe che questa possa aver inizialmente ipotizzato di spacchettare il ruolo di Fitto per assegnare le sue cariche a più persone.

Si è vociferato per settimane di nomi che pian piano hanno ricevuto smentite e ora più che mai il dopo-Fitto sembra una vera e propria incognita. Al momento i più papabili sarebbero diversi. C’è chi ipotizza che vi sia in ballo l’attuale capo dei servizi e sherpa del G7, Elisabetta Belloni, come Giulio Terzi di Sant’Agata o il deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli. Eppure, nessuno di questi potrebbe essere una scelta certa. A lungo si è vociferato anche sull’ipotesi della nomina del leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi.

il difforme maurizio lupi
Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati

Quest’ultimo, però, si sarebbe già chiamato fuori dalla partita, sottolineando che al momento non sarebbero “cardinali, papi, monsignori o autocandidature“, perché nessuno nella maggioranza avrebbe chiesto o rivendicato chissà quale posto“. Con queste parole, il leader di maggioranza ha cercato di mettere a tacere le insinuazioni su una nuova possibile frattura nella maggioranza di governo. Dopo i continui battibecchi dei vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, i cui partiti si sono scontrati ultimamente su Autonomia differenziata e taglio del canone Rai, l’esecutivo tenta di serrare le fila e allontanare le voci di una crisi.

Sul dopo-Fitto si è espresso anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha dichiarato di confidare ciecamente nella scelta che prenderà il Presidente del Consiglio. “La decisione spetta a lei e anche in questo caso farà l’interesse dell’Italia“, ha infatti dichiarato il Presidente, sottolineando di non avere alcuna intenzione di darle dei suggerimenti. “Non mi permetterei mai“, ha infatti confermato, per poi lasciarsi andare a qualche commento che sembrerebbe però lasciar intendere una certa volontà. “Sarebbe più facile trovare le energie nella politica pronta, tra i parlamentari“, ha infatti messo in luce La Russa, forse escludendo la possibilità che la scelta possa ricadere in ambiti esterni a quelli della politica.

La scorsa domenica, nel corso del vertice tra leader di maggioranza, sembrerebbe che non si sia discusso delle eventuali nomine. Una nuova conferma del fatto che gli alleati di governo abbiano ormai allontanato le mire sul posto lasciato vacante da Raffaele Fitto. Giorgia Meloni, quindi, dovrà prendere la sua decisione a giorni, circondata dal silenzio dei suoi fedelissimi e c’è chi ipotizza che il nuovo nome che verrà eletto possa essere un insospettabile, un po’ come è accaduto qualche settimana fa con la nomina di Alessandro Giuli come nuovo ministro della Cultura. Altri invece ricordano che in quel caso le circostante erano ben diverse.

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